I boschi di querce dell'Etna | Un ecosistema unico tra lava e foreste millenarie

I boschi di querce dell'Etna | Un ecosistema unico tra lava e foreste millenarie

A cura di Paolo Privitera
22 marzo 2025 15:00
I boschi di querce dell'Etna | Un ecosistema unico tra lava e foreste millenarie - Foto: Etrusko25/Wikipedia
Foto: Etrusko25/Wikipedia
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L'Etna, il maestoso vulcano che domina la Sicilia orientale, non è solo sinonimo di colate laviche e paesaggi lunari. Le sue pendici ospitano infatti estese foreste di querce, creando un contrasto affascinante tra la nera roccia vulcanica e il verde rigoglioso della vegetazione. Questi boschi rappresentano un ecosistema unico, dove la vita ha saputo adattarsi alle sfide poste da un ambiente in continua trasformazione.

La diversità delle querce etnee

A diverse altitudini, l'Etna accoglie varie specie di querce. Tra i 500 e i 1.000 metri sul livello del mare, prevalgono i boschi di leccio (Quercus ilex), una quercia sempreverde che forma dense foreste, soprattutto sul versante occidentale del vulcano. Salendo tra i 1.000 e i 1.500 metri, si incontrano le querce caducifoglie, in particolare la roverella (Quercus pubescens), che domina questi paesaggi con le sue chiome ampie e frondose. In alcune aree, come la contrada Giarrita sul versante orientale, la roverella si associa al cerro (Quercus cerris), arricchendo ulteriormente la biodiversità locale.

Un equilibrio tra distruzione e rinascita

Le frequenti eruzioni dell'Etna hanno nel tempo distrutto ampie porzioni di foresta, ma la natura ha sempre trovato il modo di rigenerarsi. Le querce, con le loro profonde radici e la capacità di ricacciare nuovi germogli, svolgono un ruolo fondamentale nella stabilizzazione del suolo vulcanico e nella prevenzione dell'erosione. Questo processo di continua distruzione e rinascita ha creato un mosaico di habitat, dove specie animali e vegetali convivono in un delicato equilibrio.

L'importanza ecologica e culturale

Oltre al loro valore ecologico, i boschi di querce dell'Etna rivestono una grande importanza culturale per le comunità locali. Essi rappresentano infatti una risorsa preziosa per l'economia rurale, fornendo legname, foraggio e prodotti del sottobosco. Inoltre, questi boschi sono custodi di tradizioni secolari, legate alla raccolta delle ghiande, alla produzione di carbone e all'allevamento.

Conservazione e sfide future

Nonostante la loro resilienza, i boschi di querce dell'Etna affrontano oggi diverse minacce, tra cui l'abbandono delle pratiche agricole tradizionali, gli incendi e la pressione antropica. Per garantire la loro conservazione, è fondamentale promuovere una gestione sostenibile del territorio, che valorizzi le risorse naturali senza comprometterne l'integrità. Il Parco dell'Etna svolge un ruolo cruciale in questo senso, implementando progetti di tutela e valorizzazione degli ecosistemi forestali. 

Curiosità: il Bosco di Monte Egitto

Un esempio emblematico della maestosità dei boschi di querce etnei è il Bosco di Monte Egitto, situato nel territorio di Bronte. Questo bosco ospita settantatré esemplari di roverella, di cui cinquantasei di dimensioni monumentali e di età secolare. Passeggiando tra questi giganti verdi, si ha la sensazione di entrare in un mondo fiabesco, dove il tempo sembra essersi fermato. 

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