Vignaioli dell’Etna: allarme omologazione genetica, incontro a Zafferana per salvare l'identità dei vini

Produttori e istituzioni si confrontano il 25 ottobre su pratiche agricole, biodiversità e richiesta di sostegno pubblico per le viti etnee.

16 ottobre 2026 12:26
Vignaioli dell’Etna: allarme omologazione genetica, incontro a Zafferana per salvare l'identità dei vini -
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Domenica 25 ottobre, alle ore 10, il municipio di Zafferana Etnea ospita l'incontro "Identità e contaminazioni territoriali per coltivare un sapere agricolo diffuso: una narrazione di vignaioli artigiani". L'evento, organizzato nell'ambito dell'Ottobrata Zafferanese, mette attorno allo stesso tavolo produttori, istituzioni e scrittori del vino per discutere la tutela delle viti etnee, delle pratiche agricole tradizionali e del patrimonio genetico che caratterizza i vini del vulcano.

Il problema: omologazione e patrimonio genetico

Secondo i piccoli vignaioli artigiani, l'identità enologica dell'Etna è oggi messa a rischio dalla tendenza alla scelta di materiale vegetale standardizzato e di cloni. Il tema principale è la difesa della biodiversità viticola: preservare piante antiche, evitare la sostituzione con barbatelle omologate e mantenere la pratica della selezione massale sono, per i produttori, condizioni indispensabili per conservare le differenze determinate da suoli, altitudini e microclimi.

Mauro Cutuli, vignaiolo e promotore dell'incontro, mette in evidenza come la rincorsa alla reperibilità e alla standardizzazione del materiale vivaistico possa produrre «un'alterazione del loro DNA» e conseguente perdita dell’«identità etnea» che si forma da secoli grazie alle specificità pedoclimatiche del territorio.

Pratiche agricole, costi e sostenibilità economica

La conservazione delle viti tradizionali richiede interventi artigianali: il recupero dei tralci dalle piante più vecchie, la riproduzione su sesti stretti e la gestione delle vigne ad alberello. Queste pratiche, oltre a essere laboriose, implicano costi e competenze che — secondo i vignaioli — non possono essere sostenuti soltanto a titolo individuale.

Il nodo è quindi anche economico: la difesa del patrimonio genetico comporta investimenti che oggi gravano prevalentemente sulle spalle dei piccoli produttori sensibili al tema. Da qui la richiesta esplicita di un supporto pubblico: contributi, progetti di salvaguardia del genoma delle viti o iniziative istituzionali che favoriscano vivaisti in grado di rispettare le caratteristiche locali.

Richieste alle istituzioni e riferimenti nazionali

All'incontro parteciperanno rappresentanti istituzionali locali e regionali: il sindaco di Zafferana Etnea Salvatore Russo, l'assessore regionale all'Agricoltura Luca Sammartino, l'assessore comunale all'Agricoltura Sergio Alampo, l'assessore all'Agricoltura del Comune di Catania Andrea Guzzardi e il sindaco di Strambinello (Torino) Gualtiero Onore. Saranno presenti anche rappresentanti delle organizzazioni agricole come Confagricoltura Catania e associazioni come Slow Food Catania.

La richiesta di un intervento pubblico per la tutela del patrimonio viticolo etneo si inserisce in una riflessione più ampia sulla biodiversità richiamata a livello nazionale: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Salone del Gusto di Torino, aveva sottolineato che «la biodiversità ha bisogno di politiche nazionali e sovranazionali che sappiano attribuirle il giusto valore».

Confronto territoriale: Etna e Canavese

Il confronto in programma non è solo locale: l'esperienza etnea verrà messa a confronto con quella del Canavese (Piemonte), dove altri piccoli produttori lavorano alla conservazione delle varietà, dei paesaggi agricoli e dei saperi locali. L'obiettivo è individuare strumenti comuni di tutela che possano essere applicati in contesti diversi ma afflitti dallo stesso rischio di omologazione.

Alla tavola rotonda contribuiranno inoltre gli scrittori Roberto Frega (autore de Il Vino Post Naturale) e Rocco Catalano (autore di Sulle orme di Veronelli), oltre a vignaioli della comunità artigiana etnea che porteranno esperienze di campo e casi pratici.

L'incontro di Zafferana Etnea punta a trasformare una preoccupazione diffusa tra i produttori in una proposta condivisa verso le istituzioni: promuovere progetti per la salvaguardia del genoma delle viti, sostenere vivaisti locali e riconoscere il valore economico e culturale della diversità agricola.

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