-
Restaurato il busto reliquiario di Sant'Agata: il sindaco Trantino elogia i Musei Vaticani e i restauratori
Restaurato il busto reliquiario di Sant'Agata: il sindaco Trantino elogia i Musei Vaticani e i restauratori
Il sindaco Trantino celebra il ritorno allo splendore del busto reliquiario di Agata, riqualificato da restauratori dei Musei Vaticani e dal prof. Ventura.
Ieri sera il sindaco Enrico Trantino ha condiviso su un social network la presentazione ravvicinata del busto reliquiario di Sant'Agata, definendo l'evento fonte di «stupore» e di commozione. Secondo il suo messaggio, l'opera è stata rivitalizzata grazie al lavoro di restauratrici dei Musei Vaticani e di specialisti incaricati della conservazione dei reperti sacri.
Il restauro: chi e come
Nel post il sindaco ha indicato i nomi dei principali operatori coinvolti: le restauratrici Barbara Pinto Foncaldi, Eva Mentelli e Joyce Terreni dei Musei Vaticani; il prof. Bruno Ventura, attribuito al restauro del cranio; e la restauratrice Chiara Pavan, accreditata per l'intervento sul velo esposto nella teca. Il contributo istituzionale è stato segnalato in accordo con il Governorato dello Stato Vaticano, su impulso dell'Arcivescovo indicato come protagonista nella promozione dell'intervento.
Il sindaco ha posto l'accento su alcuni elementi materiali emersi nel corso del restauro: il cranio (presentato come parte reliquiaria), il velo riparato e la collezione di gioielli donati nel tempo dai devoti. Questi oggetti sono stati descritti come «segni d'amore» verso la patrona, con una forte valenza sia religiosa sia identitaria per la comunità che li custodisce.
Trantino ha rivolto un ringraziamento esplicito all'Arcivescovo Renna per aver fortemente voluto il progetto e a Padre Barbaro, sottolineando che l'azione di recupero è stata condotta con spirito di umiltà. Il sindaco ha inoltre evidenziato la collaborazione con il Governorato vaticano, presentando il restauro come frutto di una sinergia tra istituzioni ecclesiastiche e competenze scientifiche.
Messaggio civico e invito alla cura
Dal post emerge un appello preciso: il «segreto» chiamato cura come responsabilità collettiva. Il sindaco ha collegato il rispetto per la patrona al rispetto per la città, sostenendo che trattare con amore il patrimonio materiale e immateriale contribuisce al ritorno dello splendore urbano. L'affermazione riflette un invito rivolto ai cittadini a farsi carico della conservazione condivisa dei beni comuni.
Ecco alcuni scatti dell'evento
36.0°