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Enology in Rosa 2026: otto anni di comunità, rosati e la Maglia Rosa sull'Etna
Enology in Rosa 2026: otto anni di comunità, rosati e la Maglia Rosa sull'Etna
Il contest celebra l'enologo con degustazioni alla cieca, confronti tecnici e la Maglia Rosa 2026 assegnata al Lumèra di Donnafugata.
Otto anni e una comunità professionale che cresce: Enology in Rosa 2026 ha scelto il Palmento Costanzo, sul versante nord dell'Etna, come cornice per una giornata che ha messo al centro il lavoro dell'enologo e l'identità dei territori del vino. L'appuntamento, ideato da Antonino Mirabile, si è confermato come momento di confronto tecnico e di condivisione in un contesto capace di coniugare convivialità e rigore degustativo.
Nato dall'intuizione di Mirabile, il contest nasce con l'obiettivo di raccontare il rosato come una disciplina complessa: il vino che sembra semplice ma richiede scelte misurate in vigna e in cantina. La metafora che accompagna la manifestazione — il rosato è la bicicletta, l'enologo è il ciclista — è diventata simbolo del format e di una cultura del lavoro che premia tecnica, spirito di squadra e passione. La simbolica Maglia Rosa rimane il traguardo che sintetizza questo ideale.
Il fulcro della giornata è stata la degustazione alla cieca, condotta dagli stessi enologi partecipanti insieme a professionisti del settore. Questo rituale ha alimentato uno spirito di sana competizione e di autocritica professionale, favorendo la crescita collettiva. Accanto alla gara siciliana, il tradizionale Giro d'Italia dei rosati ha offerto una finestra sui diversi stili nazionali, con etichette come il Lagrein "Gemma" della Tenuta San Leonardo, "Roses Roses" della Cantina Ottella e il Cirò di Francesco Malena, accomunate dall'uso delle chiusure Nomacorc di Vinventions, punto di riferimento per la neutralità nella gestione dell'ossigeno in bottiglia.
La solidità tecnica dell'evento è stata assicurata dai partner Enoiltech, Vinventions e Istituto OENO Italia, con il patrocinio di Assoenologi Sicilia. Sul fronte della comunicazione, la presenza di media partner specializzati come Culture & Terroir e Cronache di Gusto ha confermato l'interesse crescente della stampa di settore verso un format che unisce tecnica e racconto del territorio. Ospite d'onore della manifestazione è stato l'ex campione di ciclismo Paolo Tiralongo, la cui testimonianza ha ribadito il valore della fatica e della strategia condivisa, elementi che uniscono il ciclismo al lavoro in cantina.
Tra gli interventi tecnici, i relatori hanno scandagliato le prospettive del rosato. Sono intervenuti Giuseppe Clementi (direttore tecnico nazionale di Cantine Ermes), Salvo Rizzuto (campione uscente e secondo classificato nell'edizione 2026), Pietro Pulizzi di Vinventions, Giuseppe Figlioli (presidente Assoenologi Sicilia) e Antonio Landolfi (direttore tecnico di OENO Italia – Divisione Biotecnologie) in collegamento remoto. L'analisi ha spaziato dalla crescita qualitativa dei rosati alle dinamiche dei mercati internazionali, fino alle nuove tendenze di consumo e alla necessità di definire con maggiore consapevolezza l'identità stilistica del rosato.
Il momento decisivo
Il climax della giornata è arrivato con l'assegnazione della Maglia Rosa 2026: a salire sul gradino più alto è stato Antonino Santoro con il Lumèra di Donnafugata, un rosato ottenuto da Nero d'Avola, Nocera e Syrah provenienti da Contessa Entellina. Il risultato segna idealmente il passaggio di testimone dall'etneo "Amuri di fimmina, Amuri di matri" di Al-Cantàra, vincitore 2025, a una lettura che mette in rilievo l'uso di varietà autoctone e l'interpretazione territoriale. A completare il podio sono stati il Tifèo di Gambino (firmato da Salvo Rizzuto) e il Classe 39 de La Contea, due interpretazioni del rosato vulcanico che confermano la vitalità delle produzioni etnee.
Più che il singolo risultato, a emergere è stato il valore collettivo dell'iniziativa: la gara ha funzionato come catalizzatore di relazioni, scambio tecnico e confronto tra professionalità diverse. L'intervento di Pietro Russo, Master of Wine, ha offerto lo sguardo internazionale necessario per collegare la qualità locale alle aspettative dei mercati esteri, sottolineando come il rosato italiano debba consolidare una propria identità stilistica per competere sui palcoscenici globali.
La giornata all'Etna ha restituito un'immagine chiara: Enology in Rosa è ormai più di un contest. È un laboratorio di idee in cui la pratica enologica si intreccia con la comunicazione, la ricerca e l'innovazione tecnologica; è una piattaforma che valorizza le competenze degli enologi e racconta il vino attraverso le persone e i territori che lo rendono possibile. L'appuntamento conferma inoltre la centralità del rosato nella strategia di crescita del comparto, tra attenzione qualitativa e spinta verso mercati sempre più dinamici.
L'edizione 2026 lascia sul tavolo questioni aperte e spunti per il futuro: come consolidare la rete professionale creata in questi otto anni, come rafforzare l'identità stilistica del rosato italiano e quale ruolo potranno avere le tecnologie di chiusura e gestione dell'ossigeno nelle strategie produttive. Domande che Enology in Rosa si propone di tenere vive, continuando a svolgere la sua funzione di spazio di confronto e crescita per una comunità professionale in costante evoluzione.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 25 luglio 2026
28.9°