-
Mascalucia affronta i 'fiumi' urbani: la proposta di rotatorie drenanti del movimento SI PUÒ FARE
Mascalucia affronta i 'fiumi' urbani: la proposta di rotatorie drenanti del movimento SI PUÒ FARE
Di fronte ai nubifragi che travolgono le strade, il movimento civico propone vasche di laminazione e pavimentazioni drenanti per ridurre il rischio idrogeologico.
I fenomeni di allagamento improvviso che trasformano le strade di Mascalucia in veri e propri "fiumi" durante i nubifragi sono stati indicati come un rischio cronico per la sicurezza dei cittadini e la tenuta del territorio dal Movimento Civico SI PUÒ FARE. Il problema, spiegano i promotori, dipende dalla combinazione tra la morfologia dell'Etna e l'antropizzazione degli ultimi decenni.
La diagnosi: origine e dinamica dell'acqua
Secondo la ricostruzione del movimento, l'acqua che invade Mascalucia non nasce nel centro urbano ma proviene dai versanti superiori del Monte Etna e dai comuni pedemontani come Nicolosi e Pedara. L'Etna agisce come un enorme imbuto naturale: le precipitazioni sui fianchi a monte scivolano verso valle seguendo le pendenze, concentrandosi lungo le arterie di deflusso.
L'espansione edilizia ha progressivamente coperto gli antichi canali naturali di drenaggio; in assenza di un reticolo idrografico libero e di una rete di smaltimento delle acque piovane adeguata, l'acqua segue la via di minor resistenza, spesso le principali arterie stradali.
La proposta tecnica: rotatorie drenanti e vasche di laminazione
Per il Movimento Civico SI PUÒ FARE non bastano interventi tampone: serve un approccio integrato di ingegneria idraulica e pianificazione urbanistica. La proposta prevede la trasformazione delle rotatorie urbane in bacini temporanei, applicando i principi dei SUDS (Sustainable Drainage Systems).
Nel dettaglio, la soluzione tecnica contempla l'installazione nel sottosuolo delle rotatorie di vasche di laminazione, ampi bacini d'invaso che intercettano l'acqua di ruscellamento prima che raggiunga i centri abitati, regolandone il flusso. Contestualmente si propone la sostituzione dell'asfalto tradizionale con pavimentazioni drenanti lungo la sede perimetrale delle rotatorie, così da favorire l'infiltrazione e ridurre la portata di picco durante gli eventi intensi.
L'acqua raccolta nelle strutture verrebbe poi fatta assorbire lentamente nel sottosuolo o rilasciata in modo graduale nella rete fognaria, limitando l'impatto a valle e la probabilità di allagamenti nelle aree abitate.
Fonti di finanziamento individuate
Consapevole dei limiti di bilancio del Comune, il movimento indica fonti extracomunali a cui attingere per la realizzazione degli interventi. Tra queste figura la Struttura Commissariale contro il Dissesto Idrogeologico della Regione Siciliana, che dispone di fondi mirati per la mitigazione del rischio.
Altre opzioni richiamate includono il PNRR (Missione 2, Componente 4), il Programma FESR Sicilia per l'adattamento ai cambiamenti climatici e i fondi della Città Metropolitana di Catania legati ai Piani Urbani di Mobilità Sostenibile e ai piani stradali d’ambito.
Attori, procedure e prossimi passi
Il movimento dichiara di aver avviato tavoli tecnici con professionisti e tecnici per definire soluzioni concrete. «Le idee per costruire un futuro migliore e più sicuro per il comune di Mascalucia ci sono già», spiegano i vertici di SI PUÒ FARE, ringraziando i tecnici che li supportano nello studio delle opzioni.
Resta da chiarire il calendario degli interventi, le procedure autorizzative e la tempistica per l'accesso ai finanziamenti regionali, nazionali e comunitari. L'efficacia delle proposte dipenderà inoltre dalla capacità di integrare gli interventi con la gestione del territorio a monte e con piani di mobilità e manutenzione delle infrastrutture.
Impatti attesi e criticità
Se realizzate, le rotatorie drenanti e le vasche di laminazione potrebbero ridurre significativamente la portata di picco degli eventi di piena e migliorare la sicurezza delle aree urbane. Tuttavia, l'implementazione richiede progettazioni di dettaglio, verifiche geotechniche, piani di gestione delle acque e un coordinamento tra enti locali e regionali per la manutenzione e la governance delle opere.
Il dibattito pubblico su Mascalucia si concentra ora su come tradurre le proposte in progetti esecutivi finanziabili e calendarizzati, mentre la comunità resta vigile rispetto a futuri eventi meteorologici estremi che hanno già evidenziato la vulnerabilità del territorio.
33.3°