Congedo mestruale: l’Università di Catania apre la strada, la proposta alla Camera cerca l’uniformità

Catania riconosce il congedo mestruale per dismenorrea severa; a Roma una proposta di legge punta a estenderlo a studentesse e lavoratrici.

29 giugno 2026 15:53
Congedo mestruale: l’Università di Catania apre la strada, la proposta alla Camera cerca l’uniformità -
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Una studentessa che nei giorni di dolore acuto legato a dismenorrea severa potrà da oggi fare riferimento a una tutela amministrativa ufficiale: l'Università degli Studi di Catania ha approvato congiuntamente una modifica regolamentare che riconosce il congedo mestruale per chi soffre di patologie mestruali invalidanti. La misura, ufficializzata dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione, segna un cambiamento pratico nella gestione della frequenza e degli obblighi formativi.

Con la modifica del Regolamento per il riconoscimento dello status di studente in situazione di difficoltà, l'ateneo interviene sulle assenze determinate dal dolore mestruale acuto che incidono sulla partecipazione a lezioni, laboratori, seminari, attività professionalizzanti e tirocini. L'approvazione congiunta del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione colloca Catania in un ristretto gruppo di università italiane che hanno legittimato questa condizione medica attraverso strumenti regolamentari.

Le studentesse che presenteranno domanda e la necessaria certificazione medica specialistica potranno accedere a misure concrete: riduzione programmata dell'obbligo di frequenza, possibilità di sostenere gli esami durante appelli straordinari e accesso a specifiche attività di supporto didattico. Il nuovo assetto punta a conciliare il diritto allo studio con la tutela della salute, garantendo percorsi che evitino penalizzazioni nei carichi formativi.

Il quadro nazionale

A livello nazionale la questione è già oggetto di proposta parlamentare: alla Camera è depositato un testo a prima firma Marco Furfaro che intende uniformare il riconoscimento del congedo mestruale. Il disegno di legge stima che tra il 5% e il 15% delle donne possa essere interessato da una forma di dismenorrea così intensa da limitare le normali attività quotidiane.

Il progetto prevede tutele distinte per studenti e lavoratrici: per le studentesse sono ipotizzati fino a tre giorni di assenza giustificata al mese non computati ai fini del monte ore, previa certificazione specialistica con validità annuale; per le lavoratrici è previsto un congedo mensile analogamente fino a tre giorni, interamente retribuito al 100% con contribuzione figurativa piena e senza equiparazione alla comune malattia. Il provvedimento stanzia 10 milioni di euro annui a carico dello Stato e attende la calendarizzazione nelle commissioni parlamentari competenti.

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