Torre del Vescovo, il piccolo gigante dimenticato di via Plebiscito dalle curiosità incredibili

Torre del Vescovo, il piccolo gigante dimenticato di via Plebiscito

03 febbraio 2026 21:00
Torre del Vescovo, il piccolo gigante dimenticato di via Plebiscito dalle curiosità incredibili - Foto. GCR10/Wikipedia
Foto. GCR10/Wikipedia
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Una torre nata per la guerra

La torre viene costruita agli inizi del XIV secolo, con data tradizionale 1302, sul limite nord‑occidentale della collina di Montevergine, nell’area oggi adiacente all’ospedale Vittorio Emanuele. Nasce come elemento della cintura difensiva medievale di Catania, una delle tante torrette che presidiavano la città tra età aragonese e basso Medioevo, di cui oggi sopravvivono meno di una decina. La posizione non è casuale: da qui si controllava uno dei fronti più esposti verso l’entroterra, sfruttando anche i resti di mura greco‑romane preesistenti, visibili ancora nella base in grandi blocchi di lava.gruppoweekend.altervista

Dal vescovo alla peste: lazzaretto degli “infetti”

Il nome “Torre del Vescovo” arriva solo più tardi, nel Cinquecento, quando la città viene travolta dalle ondate di peste. Il vescovo di Catania Antonio de’ Vulpone acquista la struttura per trasformarla in lazzaretto, destinandola all’isolamento e cura degli appestati, e da qui rimane la denominazione legata alla figura ecclesiastica. L’adiacente bastione, parte delle successive mura di Carlo V, viene inglobato nel complesso, che diventa il cosiddetto “Ospedale degli Infetti”: un ibrido tra fortificazione e struttura sanitaria, a metà strada fra difesa militare e contenimento delle epidemie.catania.liveuniversity

Architettura essenziale e feritoie

A osservarla oggi, la torre appare compatta e bassa, ma le letture storiche ipotizzano che in origine avesse un piano in più, poi scomparso. Restano evidenti le saettiere al primo livello, strette feritoie da cui un tempo gli arcieri controllavano l’esterno, mentre la merlatura tipica medievale non è più visibile, probabilmente cancellata da interventi successivi. Il pianterreno presenta una scarpa aggiunta in una fase più tarda e il solaio interno doveva essere in legno, soluzione economica e facile da sostituire in caso di danneggiamenti.etnanatura

Intreccio di strati: dalle mura antiche al bastione

La Torre del Vescovo si appoggia su una stratificazione che racconta quasi duemila anni di storia urbana: blocchi lavici della cinta greco‑romana, tracce di lastricato e resti edilizi romani nelle vicinanze, fino a un presunto piccolo tempio di cui resterebbe solo l’area dell’altare. Con il tempo, la torre viene integrata nel sistema bastionato dell’età di Carlo V, in cui il vicino Bastione degli Infetti rappresenta uno dei punti forti della difesa occidentale della città. Questo innesto tra struttura medievale verticale e bastione rinascimentale “a scarpa” crea quel paesaggio di muraglioni e cortine che oggi si intravede tra edifici moderni e rampe stradali.etnanatura

Dal margine urbano a spartitraffico

Col Novecento e l’espansione della città, il quartiere dell’Antico Corso cambia volto: l’apertura di assi viari come via Plebiscito e gli ampliamenti dell’ospedale Vittorio Emanuele trasformano l’area in nodo di traffico. La torre, che per secoli aveva avuto un ruolo militare o sanitario, finisce di fatto in mezzo alle strade, usata quasi come spartitraffico in un incrocio congestionato, con auto che le girano intorno ignorandone la storia. Solo da pochi anni associazioni e realtà locali hanno ricominciato a parlarne come “gioiello nascosto”, chiedendo un vero progetto di valorizzazione che la strappi all’anonimato urbano.acicastelloinforma

Un piccolo monumento da rileggere

Oggi la Torre del Vescovo resta una delle poche testimonianze superstiti del sistema di torri che cingeva Catania, e per questo è oggetto di interesse per appassionati di storia urbana e percorsi alternativi. Visitarla significa fare i conti con la doppia anima del luogo: da un lato il fronte militare, con le saettiere rivolte verso l’esterno, dall’altro la memoria dolorosa dell’ospedale per appestati, legata al vicino Bastione degli Infetti. Nel caos di via Plebiscito, questa piccola torre continua a vegliare silenziosa, in attesa che la città la metta davvero al centro non solo del traffico, ma anche della propria narrazione.citymapsicilia

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