Capitale Italiana della Cultura 2028, ecco come Catania si prepara alla candidatura

Catania tra devozione, cultura e attesa: il racconto condiviso dall’Assessorato alla Cultura Comune di Catania accompagna la città in un momento simbolico di identità e partecipazione

03 febbraio 2026 11:49
Capitale Italiana della Cultura 2028, ecco come Catania si prepara alla candidatura - Credit Foto Assessorato alla Cultura- Comune di Catania
Credit Foto Assessorato alla Cultura- Comune di Catania
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Catania vive giorni intensi, sospesa tra partecipazione collettiva e racconto di sé. La città è attraversata da un’energia particolare, alimentata dall’arrivo di visitatori, fedeli e curiosi che si muovono tra strade, piazze e luoghi simbolici. In questo clima, il dialogo tra tradizione religiosa e identità culturale diventa sempre più centrale, rafforzando il senso di appartenenza e lo sguardo verso il futuro.

Cultura come sguardo sul futuro

Non è solo una questione di eventi o celebrazioni: è una narrazione condivisa che mette insieme memoria, arte e visione. Le istituzioni locali raccontano una città che non si limita a custodire il proprio passato, ma lo utilizza come chiave di lettura per il presente. Un racconto che passa anche dai canali ufficiali e che invita cittadini e lettori a sentirsi parte di un percorso più ampio, fatto di attesa, progettualità e consapevolezza.

Catania finalista 2028 e il progetto “Cryptae Cataniae”

Come si legge nel post dell’Assessorato alla Cultura Comune di Catania, "continua l’attesa di Catania, città finalista candidata a diventare Capitale Italiana della Cultura 2028", proprio mentre la città accoglie migliaia di turisti e fedeli profondamente legati al culto di Sant’Agata.

Un’attesa che si nutre di contenuti concreti: "Negli occhi della Santa c’è speranza, noi la celebriamo con la cultura". È in questo solco che si inserisce il progetto “Cryptae Cataniae”, promosso dall’Arcidiocesi di Catania insieme alla Facoltà di Archeologia dell’Università di Catania. L’obiettivo, guardando al 2028, è portare alla luce la straordinaria stratificazione del centro storico, con un tempio di età romana e una necropoli cristiana Ad Sanctos, emersi durante la campagna di scavo avviata nel 2004 in occasione dei restauri di Sant’Agata la Vetere e Sant’Agata al Carcere.

Un progetto che intreccia fede, archeologia e futuro, rafforzando la candidatura di Catania come capitale culturale del Paese.

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