Tu Sei Agata: un chilometro di memoria attraversa Catania

Installazione collettiva di Domenico Pellegrino: 333 teli, oltre 8.500 centrini, mani e volti per una memoria condivisa.

07 settembre 2026 14:41
Tu Sei Agata: un chilometro di memoria attraversa Catania - Credit Foto/ Video Salvo Militello
Credit Foto/ Video Salvo Militello
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Una mano posa l'ultimo centrino su un telo bianco mentre intorno si raccolgono mani, volti ed emozioni: così è iniziata la giornata del 17 agosto a Catania, quando la performance collettiva "Tu Sei Agata" ha trasformato il tessuto urbano in un'installazione di memoria condivisa. Sul marciapiede, persone comuni e artigiani hanno ricamato silenzi e racconti in un gesto tanto semplice quanto simbolico.

Il progetto, ideato da Domenico Pellegrino sotto la sigla collettiva "Tu Sei Agata", ha preso forma il 17 agosto con un percorso di circa un chilometro nel centro di Catania. I numeri restituiscono la portata dell'azione: 333 teli, oltre 8.500 centrini e manufatti tessili, più di 300 donatori e circa 50 sartorie coinvolte. Sono cifre che raccontano non solo l'ampiezza materiale dell'opera ma anche un'adesione diffusa della comunità.

Il senso dell'intervento è documentato anche in immagini: il collettivo ha pubblicato un video racconto della giornata, montato e firmato da Salvo Militello, disponibile qui . Il filmato restituisce la scansione temporale dell'azione, i volti dei partecipanti e gli spazi urbani coinvolti.

Il gesto artistico si configura come una pratica di memoria collettiva: i teli e i centrini, provenienti da donazioni domestiche e dall'attività di sartorie locali, diventano materiale simbolico di una narrazione condivisa. L'opera non si limita a essere visiva ma assume una dimensione sociale, mettendo in relazione arte, artigianato e comunità.

Gli organizzatori annunciano che il lavoro prosegue: è in preparazione un libro che documenterà il progetto e una mostra che ne esporrà i pezzi e le storie raccolte. Si tratta di passaggi che mirano a consolidare l'installazione come evento culturale e come archivio di esperienza collettiva, aprendo il dibattito sul ruolo del patrimonio tessile domestico nelle pratiche di memoria.

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