Sicilia in ritardo sui fondi Ue: Confindustria Catania chiede semplificazione e sportello unico
La regione è ultima per spesa FESR e tra le ultime per FSC; Confindustria Catania sollecita procedure più snelle e trasparenti.
La Sicilia resta indietro nell'utilizzo dei fondi europei e delle risorse per la coesione, con effetti concreti sulla capacità delle imprese di investire e competere. Confindustria Catania chiede alle istituzioni regionali di semplificare le procedure e accelerare i tempi per evitare che le risorse disponibili restino inutilizzate.
I numeri
La regione è ultima in Italia per spesa certificata dei fondi FESR (6,57%) e si colloca al 19° posto su 21 regioni per i Fondi di Sviluppo e Coesione (FSC), con appena il 5,06% utilizzato. A fronte di oltre 10 miliardi disponibili, solo una parte è stata effettivamente impiegata, una dinamica che gli industriali definiscono non solo come un ritardo amministrativo ma come un'occasione mancata per l'economia locale.
Dichiarazioni e indagine
La presidente di Confindustria Catania, Cristina Busi, sottolinea che le imprese non chiedono assistenza passiva, ma condizioni concrete per investire: alla complessità burocratica si aggiunge una difficoltà culturale che genera diffidenza e allontana molte aziende dagli strumenti europei destinati alla crescita.
Un'indagine promossa dall'associazione evidenzia che il 60% delle imprese del campione non utilizza gli incentivi pubblici, segno di un dialogo ancora fragile tra mondo produttivo e Pubblica Amministrazione. Per Busi, non basta annunciare misure: occorre un percorso trasparente e stabile, con tempi compatibili con le esigenze del mercato.
Proposte e richieste alle istituzioni
Confindustria Catania indica priorità operative: semplificazione delle pratiche amministrative, introduzione di uno sportello unico realmente operativo per accompagnare le imprese dall'informazione alla gestione delle domande, e l'adozione di una programmazione trasparente che permetta alle aziende di pianificare gli investimenti conoscendo in anticipo criteri e tempistiche.
L'associazione chiede inoltre un monitoraggio pubblico della spesa per garantire tracciabilità e responsabilità nell'utilizzo delle risorse e sollecita bandi con scadenze e tempi di valutazione compatibili con i piani industriali.
Confindustria Catania annuncia che intensificherà le attività di informazione e supporto per ridurre la distanza culturale tra imprese e strumenti di finanziamento, con l'obiettivo di costruire fiducia e migliorare l'accesso alle risorse disponibili. La prospettiva è che, senza interventi concreti sulle procedure, molte opportunità di innovazione, occupazione e crescita rischiano di restare inattuate.
24.2°