Catania: Corte d'Appello revoca confisca e sorveglianza su imprenditore Donzelli, restituiti beni per oltre 5 mln
La Seconda Sezione Penale di Catania annulla le misure di prevenzione: torna il patrimonio dell'imprenditore vittoriese, cadute le accuse di contiguità mafiosa.
La Seconda Sezione Penale della Corte d'Appello di Catania ha disposto la revoca integrale della misura di prevenzione personale (sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno) e della misura patrimoniale che, nel febbraio 2022, aveva portato alla confisca di un patrimonio stimato in oltre 5 milioni di euro. I giudici hanno inoltre ordinato la restituzione di tutti i beni agli aventi diritto.
Le tesi difensive dell'avvocato Santino Garufi sono state accolte in pieno dal collegio presieduto da Loredana Pezzino, con a latere Claudia Ferlito e Giuseppe Tripli, che hanno motivato la decisione nella recente ordinanza.
Il provvedimento di primo grado si fondava sulla presunta pericolosità sociale "qualificata" dell'imprenditore, ritenuto contiguo all'organizzazione mafiosa della Stidda, attiva nel territorio vittoriese. La Corte d'Appello ha tuttavia smontato l'impianto accusatorio su due punti chiave.
Primo elemento decisivo: nel procedimento principale legato all'operazione "Plastic Free" il Tribunale di Ragusa, con sentenza del 9 maggio 2025, ha dichiarato assolto Donzelli dal reato di associazione mafiosa (art. 416-bis). La decisione non è stata impugnata né dal Pubblico Ministero di Ragusa né dal Procuratore Generale, e quindi è divenuta definitiva. Donzelli è stato invece condannato a due anni per traffico illecito di rifiuti, sentenza che la difesa ha già impugnato.
Secondo elemento: la Corte d'Appello ha rilevato la mancanza di prove sulla presunta origine illecita dei beni sequestrati nel periodo 1980-1994, ritenendo che non esistano elementi tali da dimostrare che il patrimonio fosse frutto di attività criminali di Donzelli in quegli anni.
Contestualmente è caduta anche la tesi della cosiddetta pericolosità generica: i giudici di secondo grado hanno ritenuto che l'imprenditore non possa essere qualificato come soggetto socialmente pericoloso sulla base degli elementi emersi nel fascicolo d'appello.
Cronologia essenziale
24 ottobre 2019: scatta il maxi sequestro preventivo su richiesta congiunta della Procura della Repubblica di Catania e della Direzione Investigativa Antimafia (D.I.A.).
Febbraio 2022: il Tribunale di Catania (Sezione Misure di Prevenzione) dispone il decreto di confisca, valutando una presunta sproporzione tra redditi dichiarati e patrimonio.
9 maggio 2025: il Tribunale di Ragusa assolve Donzelli dal reato di associazione mafiosa (416-bis).
29 maggio 2026: la Corte d'Appello di Catania revoca le misure di prevenzione e ordina la restituzione dei beni.
Tra i beni restituiti figurano tre aziende operanti nella raccolta e nel riciclaggio della plastica in provincia di Ragusa, numerosi immobili e terreni agricoli, oltre ad autovetture e mezzi aziendali per un valore complessivo superiore a 5 milioni di euro.
La vicenda, iniziata sette anni fa, aveva assestato un duro colpo alle attività imprenditoriali di Donzelli. Con la sentenza d'appello le accuse di contiguità con i clan sono considerate definitivamente cadute e l'intero patrimonio è stato restituito al legittimo proprietario.
La decisione della Corte d'Appello segna un nuovo capitolo nella vertenza giudiziaria: resta pendente il ricorso della difesa sulla condanna per traffico illecito di rifiuti, mentre l'assoluzione per 416-bis è ormai definitiva, non essendo stata impugnata dall'accusa.
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