Bambino di due anni stabilizzato al pronto soccorso di Caltagirone dopo emergenza critica

Intervento multidisciplinare con intubazione, TAC e trasferimento in rianimazione pediatrica; il pronto soccorso operava sotto forte pressione.

26 maggio 2026 16:38
Bambino di due anni stabilizzato al pronto soccorso di Caltagirone dopo emergenza critica - Credit Foto ASP Catania
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Un telefono che squilla, corridoi in allerta e un piccolo paziente di due anni che arriva al pronto soccorso in incoscienza: è l'immagine che apre il caso avvenuto all'ospedale Gravina di Caltagirone. Dopo un primo intervento sul territorio da parte della guardia medica e del 118, il bambino è giunto al presidio ospedaliero del Calatino dove è stato immediatamente preso in carico dagli infermieri triagisti e dal personale di supporto, che hanno riconosciuto la gravità del quadro clinico e avviato il percorso d'urgenza.

Il caso

A coordinare le operazioni è stata la direttrice dell'UOC di Astanteria e Pronto Soccorso, Nuccia Prumeri, che ha attivato l'équipe multidisciplinare. All'intervento hanno partecipato il pediatra Andrea Giugno e gli anestesisti Esther Piccoli, Mariella Iudica e Salvatore Settecasi, insieme al personale sanitario dell'area emergenza. Il coordinamento rapido tra reparti e specialisti reperibili è stato determinante per l'esito delle prime fasi di soccorso.

Le prime valutazioni hanno evidenziato un quadro clinico estremamente severo, che ha reso necessarie manovre avanzate di stabilizzazione. Per tutelare le funzioni vitali il team ha eseguito con urgenza l'intubazione orotracheale, eseguendo contestualmente una TAC e ulteriori accertamenti diagnostici. Il piccolo è stato quindi trasferito in un centro specializzato di rianimazione pediatrica per il prosieguo delle cure.

L'intervento ha avuto luogo in un momento di forte carico per il pronto soccorso locale: al momento dell'arrivo del bambino erano infatti presenti tre codici rossi contemporanei oltre ad altre emergenze pediatriche, un elemento che sottolinea la pressione assistenziale affrontata dall'équipe. Nonostante la criticità della situazione, la procedura è stata condotta con tempestività e coordinamento tra professionisti.

Il comunicato ufficiale non dettaglia le cause della crisi che ha colpito il bambino né l'attuale quadro prognostico dopo il trasferimento in rianimazione pediatrica. Resta centrale, tuttavia, l'aspetto operativo: la capacità di attivare prontamente un percorso di emergenza multidisciplinare, con infermieri, pediatra e anestesisti che hanno adottato le procedure ritenute necessarie per stabilizzare il piccolo e garantirne il trasferimento verso cure specialistiche.

Il caso evidenzia, oltre alla complessità clinica, le sfide organizzative del pronto soccorso in contesti con elevata domanda d'emergenza e richiama l'attenzione sulla necessità di mantenere reperibilità specialistica e coordinamento operativo per i casi pediatrici più gravi.

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