Palagonia, ipotesi di strage per il raid incendiario: due giovani interrogati dal Gip
Arrestati due ragazzi accusati di aver piazzato una molotov che esplose e distrusse l'auto di un presunto rivale; la Procura valuta l'aggravante.
La Procura di Caltagirone sta valutando l'ipotesi di reato di strage nei confronti di Enrico Amoroso (21 anni) e Pietro La Guidara (19), i due giovani arrestati ieri dai Carabinieri della Compagnia di Palagonia. I pm contestano loro, in concorso, la fabbricazione, detenzione e l'utilizzo di un ordigno esplosivo, aggravati dall'avere messo in serio pericolo la pubblica incolumità.
L'episodio risale al 19 marzo in via Pietro Novelli, a Palagonia: secondo gli investigatori un raid incendiario si sarebbe concluso con una violenta deflagrazione che ha distrutto la Peugeot 206 del presunto «rivale in amore» verso il quale, a loro avviso, Amoroso voleva vendicarsi. L'esplosione è avvenuta a brevissima distanza da palazzi e abitazioni, circostanza che ha spinto la Procura a considerare l'aggravante più grave per il rischio collettivo.
La procuratrice della Repubblica di Caltagirone, Rosanna Casabona, ha definito il materiale emerso dalle indagini come «uno spaccato molto pericoloso della realtà criminale di Palagonia», ammettendo la possibilità di un inasprimento delle contestazioni per la presunta spregiudicatezza degli imputati.
Ieri mattina si sono svolti davanti al Gip Giuseppe Tigano gli interrogatori di garanzia. Assistiti dall'avvocato Gianfilippo Passante, i due imputati hanno respinto le accuse. La Difesa ha chiesto la revoca della custodia cautelare in carcere o, in alternativa, una misura meno afflittiva; per contro la Procura ha sollecitato la conferma della custodia.
Sulla responsabilità materiale dell'attentato gli investigatori indicano La Guidara quale esecutore: secondo gli inquirenti le immagini delle telecamere lo ritrarrebbero mentre, sceso dalla Jeep Renegade condotta da Amoroso, colloca la bottiglia incendiaria sul cofano dell'auto della vittima. La Guidara, invece, ha dichiarato di non riconoscersi nelle riprese.
I carabinieri della Compagnia guidata dal capitano Alfonso De Stefano hanno eseguito gli arresti e proseguono le indagini. Dalla Difesa è filtrata l'intenzione, qualora il Gip non accogliesse le richieste di alleggerimento della misura, di presentare ricorso al Tribunale del Riesame per contestare la custodia cautelare.
Per ora gli elementi acquisiti hanno determinato il quadro accusatorio attuale e la Procura deciderà nelle prossime fasi processuali se formalizzare l'aggravante di strage; intanto restano aperte le verifiche tecniche sulle immagini e sulla natura dell'ordigno per chiarire modalità, responsabilità e rischi connessi all'episodio.
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