Omicidio di Giuseppe Florio: due fermi tra Taormina e Catania, corpo occultato tra le sterpaglie

Due persone fermate per omicidio e soppressione di cadavere dopo il ritrovamento del corpo avvolto in sacchi; indagini coordinate tra Procure.

A cura di Redazione
28 aprile 2026 11:47
Omicidio di Giuseppe Florio: due fermi tra Taormina e Catania, corpo occultato tra le sterpaglie -
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Una violenta aggressione è al centro dell'inchiesta per la morte di Giuseppe Florio, 66 anni, il cui corpo è stato trovato la mattina del 26 aprile lungo una strada pubblica a Mitogio (Castiglione di Sicilia). Nella tarda serata del 27 aprile i Carabinieri hanno eseguito due fermi di indiziato di delitto, con le accuse di omicidio e soppressione di cadavere.

Le misure cautelari riguardano una donna di 50 anni e il suo compagno, un uomo di 39 anni con precedenti, originario di Palagonia; una terza persona, una 53enne originaria di Sesto San Giovanni, è indagata per la sola soppressione del corpo. Il cadavere di Florio è stato ritrovato avvolto in un lenzuolo, inserito in sacchi di plastica sigillati e coperto da una trapunta, segno di un tentativo di occultamento particolarmente curato.

Una svolta nelle indagini è arrivata con il ritrovamento, a Santa Venera (Taormina), di una Fiat Panda completamente carbonizzata intestata alla vittima. L'auto bruciata e il riconoscimento della salma da parte di un conoscente hanno spinto gli inquirenti ad estendere le ricerche anche nella provincia di Messina e ad avviare il coordinamento tra le Procure di Catania e Messina.

Dettagli delle indagini

Gli accertamenti condotti dai Carabinieri della Compagnia di Taormina e del Comando provinciale di Catania, con il supporto del Reparto investigazioni scientifiche (RIS), hanno concentrato l'attenzione su un'abitazione del complesso popolare di Trappitello (Taormina). Nei locali, secondo gli investigatori, sono emerse "numerose tracce riconducibili a una violenta aggressione".

La ricostruzione si basa su una combinazione di immagini di videosorveglianza, testimonianze e sopralluoghi tecnico-scientifici. Il medico legale ha rilevato ferite compatibili con un'aggressione: lesioni da arma da taglio al volto e all'addome e traumi cranici verosimilmente causati da un oggetto contundente, indicato come un martello nelle prime valutazioni.

Secondo una prima ipotesi investigativa, la vittima potrebbe essere stata attirata a un incontro che poi è degenerato in violenza. Non è escluso che l'intento originario non fosse quello di uccidere ma di infliggere una punizione, poi trasformatasi in omicidio e in un successivo tentativo di far sparire ogni traccia.

La salma è stata sequestrata e trasferita all'Istituto di Medicina legale del Policlinico di Catania per gli esami autoptici e ulteriori accertamenti. Le Procure di Catania e Messina, con i magistrati Antonio D'Amato e Francesco Curcio e le sostitute Roberta La Speme e Cristina Rapisarda, operano in stretto coordinamento.

La vicenda ha suscitato forte impressione nel comprensorio di Taormina e nell'area dell'Alcantara, dove Florio era conosciuto come una persona riservata, senza precedenti penali e descritta come tranquilla e corretta. Le indagini proseguono per chiarire dinamica, movente e responsabilità, con attività tecniche e interlocuzioni finalizzate a reperire ulteriori elementi probatori e testimoni.

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