Terremoto nel Catanese e Ponte sullo Stretto: la precisazione degli esperti
Terremoto di magnitudo 4,5 nel Catanese: la pagina del Ponte sullo Stretto spiega perché la futura infrastruttura è progettata per resistere anche a forti eventi sismici
Nella mattinata del 4 marzo 2026 un terremoto di magnitudo 4,5 è stato registrato nella provincia di Catania. Un evento definito di intensità media, che non ha provocato particolari criticità ma che ha immediatamente attirato l’attenzione dei media. In seguito alle notizie diffuse sul sisma, la pagina social dedicata al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina è intervenuta con un post esplicativo per chiarire alcuni aspetti legati alla sicurezza della futura infrastruttura. Nel messaggio si sottolinea innanzitutto che il terremoto è avvenuto in un’area distante da quella in cui sorgerà il ponte, ma l’occasione è stata utilizzata per spiegare ancora una volta come i grandi ponti sospesi si comportano durante eventi sismici.
Perché un ponte sospeso resiste ai terremoti
Secondo quanto spiegato nel post, i ponti sospesi di grande luce hanno caratteristiche strutturali che li rendono particolarmente sicuri anche in presenza di forti terremoti. La struttura, infatti, reagisce a frequenze diverse rispetto a quelle tipiche delle onde sismiche, permettendo al ponte di restare nel cosiddetto “campo elastico” anche durante scosse molto intense. Nel caso del ponte sullo Stretto, lo scenario sismico massimo considerato nella progettazione è di magnitudo 7,1. Le torri saranno dotate di circa 35 tonnellate di smorzatori antisismici, mentre le fondazioni verranno realizzate con tecniche avanzate come il jet grouting. Anche l’impalcato è progettato con parametri specifici: il suo periodo fondamentale di oscillazione è di circa 35 secondi, con una risposta dinamica molto diversa da quella dei terremoti, riducendo ulteriormente i rischi strutturali.
Simulazioni estreme e capacità di assorbire gli spostamenti
La progettazione del ponte, si legge nel post, è stata sviluppata utilizzando parametri più severi rispetto a quelli richiesti dalle normative. Tra le simulazioni effettuate figura anche uno scenario estremo basato sul terremoto del 1908, con scosse replicate simultaneamente attorno alla struttura: anche in queste condizioni i modelli indicano che il ponte non subirebbe danni. Inoltre l’infrastruttura è progettata per assorbire grandi movimenti del terreno grazie a giunti di dilatazione capaci di tollerare spostamenti fino a sette metri. Secondo gli ingegneri coinvolti, persino uno spostamento di decine di centimetri tra le torri non comprometterebbe la stabilità. Per questo motivo, conclude il post, un terremoto come quello registrato oggi nel Catanese — magnitudo 4,5 — non avrebbe alcun impatto sulla struttura, anche nel caso ipotetico in cui si verificasse direttamente sotto il ponte.
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