Sicilia: oltre 50 mila bambini senza pediatra, interrogazione regionale chiede intervento urgente
Il deputato Santo Primavera denuncia la carenza di pediatri e contesta il decreto che alza il rapporto assistiti, chiedendo un piano straordinario.
Oltre 50 mila bambini in Sicilia risultano attualmente privi di pediatra di libera scelta: è il fulcro dell'interrogazione urgente presentata dal deputato regionale Santo Primavera al Presidente della Regione e all'Assessore alla Salute. L'atto ispettivo parla di una situazione «drammatica e non più tollerabile», con pensionamenti non sostituiti e distretti in cui un singolo medico segue un numero di pazienti superiore ai limiti previsti.
Articolo 32 della Costituzione è richiamato da Primavera per sottolineare che la salute è un diritto fondamentale e che l'assistenza pediatrica deve essere garantita in maniera uniforme su tutto il territorio regionale. Secondo il deputato, le attuali condizioni impediscono di assicurare anche le forme di assistenza di base ai bambini siciliani.
Particolarmente critica, secondo l'interrogazione, è la situazione nella provincia di Catania, dove numerosi pediatri hanno già raggiunto il massimale previsto, costringendo molte famiglie a lunghe ricerche o al ricorso alla sanità privata con corrispondente aggravio di costi.
Decreto assessoriale e impatto
Il documento esamina inoltre il decreto assessoriale n. 887 del 13 agosto 2025, introdotto come disciplina transitoria per l'accesso al Servizio sanitario nazionale dei pediatri di libera scelta. Primavera sostiene che il provvedimento «non solo non risolve il problema, ma rischia di irrigidire ulteriormente il sistema», perché innalza il rapporto ottimale da un pediatra ogni 850 assistiti a uno ogni 950, riducendo le possibilità di accesso per nuovi professionisti e restringendo le aree considerate carenti.
Questa modifica normativa, osserva l'interrogazione, arriva in un contesto già segnato da carenze strutturali: la combinazione di pensionamenti, mancati inserimenti e l'innalzamento del rapporto assistiti può portare a una ulteriore compressione dell'offerta pediatrica territoriale.
Richieste e prossimi passi
Nel testo dell'interrogazione Primavera chiede l'allineamento alle previsioni dell'Accordo collettivo nazionale, la revisione immediata della disciplina transitoria e una riedizione della programmazione del fabbisogno regionale in base ai dati demografici aggiornati. Viene inoltre sollecitata l'adozione di un piano straordinario di reclutamento e incentivazione, con particolare attenzione alle aree interne e disagiate.
Il deputato pone particolare enfasi sull'assistenza per i bambini fino a 6 anni, definendola un livello essenziale di cura e ricordando che è obbligatoria: per Primavera, non intervenire significherebbe accettare «una lesione inaccettabile del diritto alla salute delle famiglie siciliane». Chiede dunque un'azione «immediata, strutturale e responsabile».
Al momento della pubblicazione non risulta ancora una risposta ufficiale da parte del Presidente della Regione o dell'Assessore alla Salute alla interrogazione presentata. Resta da verificare se e come la giunta regionale intenderà modificare il decreto n. 887 o avviare misure straordinarie di reclutamento e incentivazione per arginare la carenza di pediatri di libera scelta.
I prossimi passi istituzionali attesi sono la richiesta di chiarimenti formali, la produzione di dati aggiornati sul fabbisogno pediatrico regionale e, se necessario, l'avvio di procedure urgenti per la copertura delle zone considerate carenti. Nel frattempo, migliaia di famiglie continuano a segnalare disagi concreti nell'accesso all'assistenza pediatrica di base.
17.4°