Sicilia avvia 23 corsi AIB: 690 nuovi volontari, oltre 2.150 già formati
Il Dipartimento regionale Protezione Civile lancia il piano formativo 2026 per rafforzare la rete antincendi e la cooperazione tra enti.
La Sicilia ha avviato sabato 21 marzo i 23 corsi AIB 2026, destinati a formare 690 nuovi volontari, nell'ambito di un piano regionale per potenziare la risposta antincendi. Con l'avvio di questo ciclo la Regione supera complessivamente i 2.150 volontari AIB formati, secondo il comunicato del Dipartimento Regionale della Protezione Civile. La notizia segnala un'accelerazione verso una struttura del volontariato più solida e diffusa sul territorio.
La direzione del piano è stata promossa dal Capo Dipartimento regionale, Salvo Cocina, che ha indicato la formazione operativa e il rafforzamento del volontariato come leve strategiche per la difesa del territorio. I corsi si svolgono presso i comandi provinciali dei Vigili del Fuoco, grazie alla disponibilità del Direttore regionale VVF, Sergio Inzerillo. Il percorso formativo coinvolge docenti del Corpo Forestale regionale, della Protezione Civile regionale e della Croce Rossa Italiana.
Formazione e coordinamento operativo
I 23 corsi, parte del piano AIB 2026, sono organizzati per fornire competenze operative su prevenzione, presidio e contrasto degli incendi boschivi. Le lezioni teoriche e pratiche saranno tenute da personale tecnico dei Vigili del Fuoco e del Corpo Forestale, con il supporto della Protezione Civile e della Croce Rossa. Il modello adottato punta a creare una forza volontaria capace di operare in sinergia con le autorità locali e i servizi di emergenza.
Nel comunicato la Regione sottolinea anche un investimento in mezzi e dispositivi: negli ultimi anni sono state acquisite attrezzature e messi in campo centinaia di mezzi antincendio, secondo il Dipartimento. Questa dotazione materiale, unita all'aumento dei volontari formati, dovrebbe aumentare la capacità di risposta durante la stagione degli incendi.
Secondo il Capo Dipartimento, la strategia non riguarda «solo un investimento in mezzi e formazione», ma è pensata come una difesa attiva delle comunità e del paesaggio siciliano. Il modello prevede una collaborazione strutturata con sindaci e amministrazioni locali, indicate come prime autorità di protezione civile sul territorio.
L'iniziativa è presentata come una scelta di prevenzione: «Prepararsi prima dell’emergenza è la scelta più responsabile che possiamo fare», recita il comunicato regionale. La Regione punta così a consolidare una rete di volontari sempre più ampia, competente e pronta ad intervenire.
La notizia arriva mentre aumenta l'attenzione sul rischio incendi nell'isola: il rafforzamento delle capacità operative e la cooperazione tra enti rappresentano al momento le risposte operative più evidenti della Regione per fronteggiare la prossima stagione calda. Il piano formativo e l'integrazione con i servizi antincendio rimangono i punti centrali della strategia regionale.
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