Paziente morto dopo tre interventi: confermata in appello la condanna del medico del 118

La Corte d'Appello di Catania conferma la condanna per omicidio colposo nella morte di Salvatore Pellegriti; revocate solo statuizioni civili formali.

09 marzo 2026 10:24
Paziente morto dopo tre interventi: confermata in appello la condanna del medico del 118 - Credit Foto Tribunale di Catania
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La prima sezione penale della Corte d'Appello di Catania ha confermato la condanna per omicidio colposo nei confronti del medico del 118 di Adrano coinvolto nella morte di Salvatore Pellegriti, 72 anni. Il collegio ha lasciato invariata la pronuncia emessa nell'aprile 2023, disponendo unicamente la revoca di alcune statuizioni civili di natura formale.

I fatti e la vittima

Pellegriti morì il 14 novembre 2020 al pronto soccorso dell'ospedale Cannizzaro dopo che lo stesso medico era intervenuto per tre volte nella stessa giornata senza disporre il ricovero. La famiglia — la moglie, i due figli, il genero e il nipote — si è costituita parte civile nel procedimento, assistita dall'avvocato Francesco Silluzio del foro di Catania.

L'esame autoptico ha attribuito il decesso a una perforazione di un'ernia ombelicale con conseguente peritonite acuta, patologia che non sarebbe stata diagnosticata tempestivamente durante i soccorsi domiciliari. I consulenti tecnici della Procura hanno concluso che un ricovero disposto già al primo intervento avrebbe probabilmente consentito un intervento chirurgico risolutivo.

Il processo

Nel procedimento, i consulenti della Procura di Catania hanno ritenuto che, con probabilità prossima alla certezza, un ricovero tempestivo avrebbe permesso un trattamento chirurgico efficace. Il gip Giuseppina Montuori, con il rito abbreviato scelto dall'imputato, aveva condannato il medico per gli articoli 113, 589 e 590‑sexies del codice penale alla pena di otto mesi di reclusione con sospensione condizionale, oltre al pagamento delle spese processuali.

La Corte d'Appello ha confermato nel merito la sentenza di primo grado; le modifiche disposte riguardano esclusivamente aspetti formali delle statuizioni civili. Il termine per il deposito delle motivazioni della sentenza di primo grado è stato fissato in novanta giorni.

La vicenda resta al centro dell'attenzione per gli aspetti legati alla responsabilità professionale e alla tempestività delle scelte cliniche in contesti di soccorso domiciliare e pronto soccorso, mentre le parti civili continuano a seguire gli sviluppi giudiziari.

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