Catania: denunciata 40enne per esercizio abusivo di medicina estetica dopo diretta sui social
I NAS di Catania scoprono trattamenti con botox e filler promossi su profili con oltre 10.000 follower; sequestri e denuncia.
I militari del NAS dei Carabinieri di Catania hanno denunciato una donna catanese di 40 anni ritenuta responsabile di esercizio abusivo della professione sanitaria e di somministrazione di medicinali non autorizzati. L'intervento è avvenuto durante un servizio di controllo: i militari hanno sorpreso la donna mentre stava per eseguire un'iniezione su una cliente.
L'indagine, avviata da una segnalazione su trattamenti estetici effettuati da personale non qualificato, si è sviluppata attraverso il monitoraggio dei social network. I carabinieri hanno individuato i profili della donna, seguiti da oltre 10.000 follower, sui quali ella si presentava come 'medico estetico' pubblicizzando risultati ottenuti con botox e filler.
Dopo aver identificato alcune clienti già sottoposte a trattamenti, i militari hanno organizzato un servizio di osservazione e controllo. L'intervento è stato eseguito mentre una cliente era distesa su un lettino da massaggio, con una crema anestetizzante applicata, e la donna era pronta a procedere con un'ulteriore iniezione.
Sequestro di materiali e documentazione
Nel corso della perquisizione i NAS hanno sequestrato materiale ritenuto utile alle indagini, tra cui:
- attrezzature elettromedicali e dispositivi medici;
- confezioni di farmaci per trattamenti del viso, alcune già aperte o utilizzate;
- un tariffario e un'agenda con le prenotazioni dei clienti;
- strumenti per la produzione di contenuti destinati ai social network, tra cui una lampada professionale per le riprese.
La donna è stata denunciata all'autorità giudiziaria; il fascicolo è ora all'esame della Procura. Le accuse formulate nei suoi confronti riguardano specifiche fattispecie penalmente rilevanti sotto il profilo della tutela della salute pubblica.
L'operazione mette in risalto il ruolo dei social media nella promozione di servizi sanitari non autorizzati e i rischi collegati alla somministrazione di sostanze e trattamenti da parte di persone non abilitate. I NAS hanno sottolineato la necessità di vigilanza per prevenire potenziali danni ai pazienti.
Resta salva, come previsto dalla legge, la presunzione di innocenza della persona denunciata fino a sentenza definitiva.
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