"Tu sei Agata", il grande laboratorio diffuso catanese da guinnes
Il grande progetto di arte partecipativa dell'artista Domenico Pellegrino che trasforma la Festa di Sant’Agata in un gesto collettivo: un velo condiviso, memoria e comunità
Ieri 3 febbraio, durante i primi festeggiamenti della Festa di Sant’Agata, Catania ha smesso di essere soltanto una città in festa e si è trasformata in qualcos’altro: un grande laboratorio diffuso, fatto di mani che cuciono, tavoli improvvisati, storie che passano di filo in filo. Un’energia silenziosa, lontana dai riflettori, che ha coinvolto famiglie, scuole, associazioni e quartieri interi, unendo generazioni diverse attorno a un gesto antico e profondamente contemporaneo.
Un’opera che nasce dalle persone
Il progetto si muove sul terreno dell’arte partecipativa, ma soprattutto su quello della relazione. Ricami, centrini, frammenti tessili custoditi per anni nei cassetti diventano materia viva, condivisa. Ogni contributo è un atto di memoria, ogni cucitura un segno di presenza. L’opera cresce lentamente, come crescono le cose che durano, e restituisce alla comunità un racconto corale fatto di cura, tempo e attenzione. Non è solo ciò che si vede, ma ciò che accade mentre si costruisce.
Tu Sei Agata: quando la città diventa sartoria
Nel quadro ufficiale dei festeggiamenti agatini si inserisce Tu Sei Agata, grande progetto ideato dall’artista Domenico Pellegrino e promosso dall’associazione Exagonos ETS, in collaborazione con il Comitato per la Festa di Sant’Agata e con il patrocinio dell’Arcidiocesi e del Comune di Catania. Al centro dell’iniziativa c’è la realizzazione di un velo collettivo lungo un chilometro, composto da oltre 3.000 donazioni tessili arrivate dall’Italia e dall’estero e cucite insieme grazie a sartorie collettive, laboratori scolastici e gruppi spontanei.
Il progetto ha il suo cuore operativo nel quartiere di San Cristoforo, ma si estende ben oltre: più di 100 donne hanno già partecipato direttamente alla cucitura, affiancate da decine di volontarie e volontari. Il 3 febbraio 2026 il lavoro vivrà un’anteprima pubblica: circa 300 persone porteranno una parte del velo da Piazza Duomo a Piazza Stesicoro, segnando l’ingresso simbolico dell’opera nel rito della festa. Il percorso con gentinuerà nei mesi successivi, con donazioni aperte fino al 30 giugno 2026, nuove sartorie e un punto di raccolta presso Sant’Agata la Vetere, fino alla presentazione finale dell’opera completa — insieme a un ritratto luminoso della Santa — prevista per il 17 agosto, durante le celebrazioni estive. Un progetto che dice, senza retorica, che Agata non è solo da celebrare: è da abitare.
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