Strisce blu a Mascalucia, la 'sperimentazione' che divide residenti e commercianti

L'istituzione dei parcheggi a pagamento ha scatenato proteste, petizioni e accuse di favoritismi sui social. Tra richieste di revoca e voci a favore, cresce la tensione: quali sono le cause e quali gli effetti per il centro urbano?

A cura di Redazione Redazione
11 febbraio 2026 18:39
Strisce blu a Mascalucia, la 'sperimentazione' che divide residenti e commercianti -
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Il Comune di Mascalucia (CT) ha introdotto di recente le strisce blu nelle principali arterie cittadine, definendo il provvedimento "sperimentale". La decisione ha fatto emergere una netta spaccatura: da un lato residenti e commercianti che denunciano costi e mancanza di aree di sosta gratuite adeguate; dall'altro cittadini che segnalano una maggiore disponibilità di parcheggi e una migliore rotazione.

La catena degli eventi

L'attivazione delle strisce blu sulle vie principali — tra cui Corso San Vito e Corso Michelangelo — ha innescato una reazione immediata sui social. Su Facebook si sono moltiplicati i post di protesta e la creazione di un Comitato che, con l'appoggio di alcuni avvocati locali, sta raccogliendo firme per una petizione: dati richiesti per la firma sono nome, cognome, numero del documento e numero di telefono. Tra le iniziative dei residenti vi è anche una forma di protesta pacifica: lasciare liberi i posti auto dopo le ore 20:00, quando la sosta torna gratuita, per rivendicare modifiche al progetto o il suo ritiro.

Le rimostranze sono molteplici e toccano punti concreti: la richiesta di più strisce bianche gratuite in aree come il parcheggio del Parco e l'anfiteatro Trinità Manenti, il malcontento per la presunta assenza di una pianificazione che tenga conto di chi non dispone di garage e l'accusa, ripetuta in diversi commenti, di un trattamento di favore verso alcune aree cittadine dove le strisce blu non sono state applicate (Piazza Rosario Livatino, via Bellini), zone dove sono ubicati uffici comunali.

Cause, accuse e possibili effetti

Perché l'amministrazione ha scelto questa strada? La motivazione ufficiale è la gestione sperimentale della sosta: interventi del genere sono spesso giustificati con finalità di rotazione dei parcheggi, riduzione del parcheggio prolungato e introiti per i bilanci comunali. Tuttavia, nel dibattito pubblico locale emergono due narrazioni contrapposte. Da una parte chi parla di una "nuova tassa per i residenti" e teme ricadute negative sui commercianti del centro; dall'altra chi sostiene che le strisce blu abbiano reso più facile trovare un posteggio e favorito la possibilità di sosta per chi deve fare acquisti o pratiche veloci.

Le conseguenze economiche possibili sono concrete: i commercianti temono una diminuzione del passo di clientela se la sosta diventa onerosa o insufficiente; i residenti senza garage denunciano nuovi oneri; l'accusa di favoritismi verso zone con uffici pubblici alimenta sfiducia nelle scelte amministrative. Dall'altro lato, l'introduzione delle strisce blu può portare a una maggiore rotazione dei veicoli, teoricamente positiva per l'accessibilità ai negozi.

Il clima sociale si è surriscaldato sui social: commenti che chiedono di non "accettare nel silenzio questo sopruso" si alternano a voci che invitano alla pragmaticità — suggerendo di parcheggiare nelle vie limitrofe, prendere un garage o pagare un abbonamento mensile come in altri centri. Non mancano accuse più nette, secondo cui la mappatura delle strisce sarebbe stata pensata per penalizzare alcune attività e favorire centri commerciali ubicati a breve distanza.

Implicazioni politiche e amministrative

Il carattere "sperimentale" del provvedimento espone l'amministrazione a un duplice rischio: da una parte la necessità di monitorare e giustificare i risultati (affluenza, reddito generato, impatto sul commercio); dall'altra l'esposizione a ricorsi o iniziative legali promosse dal Comitato. Sul piano politico, la gestione della sosta potrebbe trasformarsi in tema elettorale se le lamentele restano diffuse e non vengono accompagnate da misure correttive tempestive.

Quali percorsi possibili?

La situazione indica alcune misure che potrebbero stemperare il conflitto e migliorare l'efficacia del provvedimento:

  • una cartografia pubblica dettagliata delle zone coinvolte e delle motivazioni alla base delle scelte;
  • l'introduzione di permessi residenti o tariffe agevolate per chi non dispone di garage;
  • la creazione di ulteriori strisce bianche gratuite in punti strategici, in particolare vicino a parchi e aree per bambini, per rispondere alle esigenze delle famiglie;
  • un monitoraggio trasparente dei dati sulla sosta e un periodo di revisione al termine della "sperimentazione".

Nel frattempo la vicenda prosegue sui social e per vie legali: il Comitato raccoglie firme, i cittadini continuano a dibattere e l'amministrazione è chiamata a fornire risposte chiare su equità, finalità e impatto delle nuove regole di sosta. Il caso di Mascalucia è emblematico delle difficoltà che molti piccoli centri incontrano quando provano a regolamentare la sosta urbana: la scelta tecnica si trasforma rapidamente in questione di legittimità politica e di tessuto sociale, con effetti immediati sull'economia locale e sulla fiducia nella gestione pubblica.

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