Pasta cu l'agghia: la ricetta originale che profuma di mare e mandorle
Pasta cu l’agghia: un’esplosione siciliana di pomodoro, basilico e mandorle. Vediamo quali sono gli ingredienti e i passaggi per realizzarlo
La Sicilia è una terra che ha fatto dell'accoglienza e della rielaborazione culturale il proprio marchio di fabbrica, trasformando influenze esterne in simboli identitari. Uno degli esempi più rappresentativi di questo processo è la pasta con il condimento tipico di Trapani, un piatto che affonda le radici negli scambi commerciali tra i marinai liguri e i portuali dell'isola. Sebbene il condimento più famoso sia senza ombra di dubbio quello ligure, di cui esistono diverse varianti di pesto pronto e che si può utilizzare in infinite preparazioni, anche quello alla trapanese rappresenta una variante golosa e sfiziosa, profondamente legata ai profumi delle nostre coste. Conosciuta nell'agro trapanese come "pasta cu l’agghia", questa ricetta è una celebrazione della semplicità siciliana, dove il basilico incontra la dolcezza del pomodoro crudo e la croccantezza delle mandorle, creando un'esperienza sensoriale che parla di sole, mare e ospitalità.
Ingredienti locali per un sapore autentico
Per preparare un'autentica pasta alla trapanese che rispetti la dignità della nostra terra, la selezione degli ingredienti deve essere rigorosa. Il protagonista indiscusso è il pomodoro ramato, che deve essere maturo e sodo, accompagnato dalle mandorle pelate, preferibilmente della varietà d'Avola o di Noto per garantire quella nota burrosa fondamentale. L'aglio di Nubia, con il suo caratteristico colore rosso e il sapore intenso ma digeribile, è l'elemento che conferisce struttura al condimento. Non possono mancare il basilico fresco a foglia piccola, l'olio extravergine d'oliva delle valli trapanesi (DOP Valli Trapanesi o Valle del Belice) e un pecorino siciliano stagionato che apporti la giusta spinta sapida. Il formato di pasta ideale sono le busiate, la cui caratteristica forma a spirale, ottenuta tradizionalmente con il "buso" (lo stelo della polvere di palude), è progettata per trattenere ogni singolo frammento di mandorla e pomodoro.
La lavorazione manuale e il segreto del riposo
Il procedimento tradizionale richiede pazienza e l'uso del mortaio per non ossidare le materie prime. Si inizia sbollentando i pomodori per pochi istanti, quel tanto che basta per privarli della pelle e dei semi prima di ridurli in una polpa finissima. Nel mortaio si pestano gli spicchi d'aglio con un pizzico di sale marino di Trapani, aggiungendo poi le mandorle fino a ottenere una granella grossolana. Successivamente si uniscono le foglie di basilico, lavorandole con un movimento rotatorio del pestello. Questo composto va poi unito alla polpa di pomodoro in una ciotola di ceramica, amalgamando il tutto con l'olio versato a filo e il pecorino grattugiato. È essenziale che questo pesto rimanga a riposare a temperatura ambiente per almeno quaranta minuti; questo passaggio permette agli oli essenziali di fondersi con l'acidità zuccherina del pomodoro, creando un equilibrio gustativo che nessuna lavorazione meccanica saprebbe replicare.
La mantecatura a freddo e la finitura
La fase finale prevede la cottura delle busiate in abbondante acqua salata, avendo cura di scolarle molto al dente. La pasta va trasferita direttamente nella ciotola del condimento, poiché il calore residuo della semola è l'unico elemento termico ammesso per la riuscita del piatto. Il sugo non deve mai incontrare il fuoco del fornello: è proprio la freschezza degli ingredienti crudi a determinare l'unicità della pasta alla trapanese. Si mescola con cura, aggiungendo un mestolo di acqua di cottura se la consistenza dovesse risultare troppo asciutta. Prima di servire, è tradizione aggiungere una spolverata di mandorle tostate tritate o, per chi desidera un tocco ancora più rustico, della "muddica atturrata" (pangrattato tostato in padella). Il risultato finale è un piatto vibrante, un inno alla Sicilia occidentale che conquista per la sua immediatezza e per la profondità dei suoi aromi millenari.
14.5°