Motta Sant’Anastasia, la sentinella medievale sulla piana

Motta Sant’Anastasia, borgo medievale su rocca lavica: torre normanna, vicoli in pietra e vista sull’Etna raccontano secoli di difesa e vita contadina

01 febbraio 2026 12:00
Motta Sant’Anastasia, la sentinella medievale sulla piana - Foto: BenjySanry/Wikipedia
Foto: BenjySanry/Wikipedia
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Un paese arrampicato sulla lava

Motta Sant’Anastasia è una di quelle realtà che, viste da lontano, sembrano un presepe fisso sulla roccia. Sorge a 275 metri sul livello del mare, su uno sperone di lava che domina la piana di Catania, in posizione strategica fin dall’antichità. Qui, tra viuzze strette e case addossate, il paese si è modellato intorno alla sua funzione originaria: controllare i movimenti nella valle e proteggere il territorio dalle incursioni. Le radici affondano fino al mondo greco e romano, ma è con il Medioevo che Motta comincia davvero a prendere la forma di borgo fortificato, con quartieri che si sviluppano a grappolo lungo il pendio.sicilytourist

La torre di Ruggero, guardiana di pietra

Il simbolo di Motta è la torre normanna, voluta da Ruggero d’Altavilla come baluardo militare a presidio dell’imbocco della piana di Catania. La torre, massiccia e severa, svetta ancora oggi e racconta la stagione in cui bisognava vedere il nemico da lontano, soprattutto le flotte saracene che risalivano dall’entroterra. Attorno a questo fulcro difensivo, nel corso dei secoli, si sono stratificati muri, cortili, magazzini, formando un tessuto urbano che conserva la sua impronta medievale: archi in pietra, portali basalto-lavici, scalinate che sembrano scolpite a mano. Passeggiare qui significa leggere i segni di un’epoca in cui ogni metro aveva una funzione precisa, tra difesa e vita quotidiana.sicilytourist

Quartieri antichi e vita di paese

La vera anima del borgo, oggi, sta nei suoi quartieri storici, come Croce, Pozzo e Sciddichenti, nati dopo la seconda metà del Settecento e cresciuti fino a cucire insieme la parte alta e quella più recente. Le piazzette diventano salotti all’aperto, soprattutto d’estate, quando le sedie di plastica sostituiscono le panchine e il profumo di sugo e melanzane fritte arriva da ogni balcone. I resti di strutture difensive e abitative, intrecciati alle case moderne, non sono solo testimonianze archeologiche, ma parti vive del paesaggio urbano. Qui l’Etna è una presenza costante: la si vede spuntare dietro i tetti, con la neve in inverno e il fumo in estate, scenografia quotidiana di chi a Motta ci è nato e difficilmente se ne va.sicilytourist

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