Niko Pandetta torna a Rebibbia: revocato l'affidamento per uso dei social
Il trapper 35enne, condannato per spaccio ed evasione, è stato trasferito dopo accertamenti sulla violazione del divieto di usare cellulare e social.
Roma. Il trapper catanese Niko Pandetta, 35 anni, è stato trasferito nel carcere romano di Rebibbia il giorno del suo compleanno, il 13 marzo, dopo la revoca dell'affidamento in una comunità terapeutica. Pandetta è stato condannato a 4 anni e 9 mesi per reati legati allo spaccio e all'evasione e torna in carcere in seguito a rilievi giudiziari sull'uso dei social network.
Secondo quanto riportato dall'Unione Sarda, Pandetta era tornato in libertà a ottobre, uscendo dal penitenziario di Cagliari per essere affidato a una comunità terapeutica di Palestrina (Roma). Aveva richiesto il permesso di partecipare alle registrazioni del suo nuovo disco con due sedute di quattro ore a settimana, ma dai rapporti di polizia sarebbe emerso un uso «indiscriminato» del cellulare e dei social, espressamente vietati dalle prescrizioni dell'affidamento.
Il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha ritenuto quell'uso dei dispositivi e delle piattaforme digitali incompatibile con le condizioni dell'affidamento alla comunità e ha disposto il trasferimento in carcere. I dettagli delle contestazioni si basano sui report investigativi citati dalla stampa; al momento non risultano dichiarazioni pubbliche dirette dell'artista o del suo legale.
Il nuovo album e la reazione
Parallelamente agli sviluppi giudiziari, Pandetta aveva annunciato l'uscita del nuovo disco intitolato Malavita, composto da tredici tracce e con una lista di collaborazioni della scena rap italiana, tra cui Baby Gang, Simba La Rue, Kid Yugi e Guè. L'uscita è stata promossa con una campagna pubblicitaria: il cantante aveva scritto su Instagram, sei giorni fa, ringraziando i fan con un messaggio che definiva i suoi sostenitori "la mia famiglia" e auspicava di potersi godere il sole insieme.
Il caso mette in evidenza il confronto tra l'attività artistica e le restrizioni connesse a misure alternative alla detenzione. Norme che accompagnano l'affidamento terapeutico prevedono spesso limiti all'uso di telefono e social per evitare contatti illeciti o comportamenti incompatibili con il percorso di recupero; la violazione di tali prescrizioni può portare alla revoca delle misure e al ritorno in carcere.
Al momento, le fonti pubbliche principali sono l'articolo dell'Unione Sarda e i post della pagina Instagram dell'artista. Non risultano al momento aggiornamenti ufficiali sul calendario dell'uscita del disco o su eventuali ricorsi legali avviati dall'entourage di Pandetta.
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