Micio Tempio, una voce che resiste: la memoria del poeta siciliano oggi
Un omaggio a Micio Tempio e alla sua eredità culturale: l’Accademia della Lingua Siciliana ricorda il poeta catanese nel 205° anniversario della morte
Nel panorama letterario siciliano tra Sette e Ottocento, poche figure risultano così luminose, scandalose e modernissime come Domenico “Micio” Tempio (1750–1821). Poeta catanese dalla lingua tagliente e dall’ironia corrosiva, Tempio ha saputo usare il siciliano come strumento di libertà espressiva, rifiutando ogni forma di moralismo e convenzione. La sua opera continua ancora oggi a sorprendere per forza linguistica e audacia tematica, restituendoci l’immagine di un autore profondamente radicato nel suo tempo ma capace di parlare anche al nostro.
Satira, denuncia e corpo: i molti volti di Tempio
Formatosi sui classici latini e italiani, Domenico Micio Tempio scelse consapevolmente il siciliano per raccontare la realtà senza filtri. Nei suoi versi convivono satira politica, denuncia sociale ed erotismo esplicito. Opere come La Caristia offrono un affresco durissimo della Catania di fine Settecento, mentre componimenti come Lu veru piaciri ribaltano con sarcasmo i modelli letterari canonici. Accanto alla produzione civile, le poesie erotiche — a lungo censurate e tramandate clandestinamente — rappresentano oggi una testimonianza preziosa di libertà del corpo, della parola e del pensiero.
Il ricordo dell’Accademia della Lingua Siciliana
È in questo contesto di riscoperta e valorizzazione che si inserisce l’iniziativa promossa dall’Accademia della Lingua Siciliana, che ha condiviso un evento dedicato alla memoria del poeta catanese. Come si legge nel comunicato ufficiale, si tratta di un “Ricordo del poeta catanese nel 205° anniversario della sua morte”, un’occasione per riportare al centro del dibattito culturale una figura fondamentale della nostra tradizione letteraria. L’evento intende non solo commemorare Tempio, ma riaffermare il valore della lingua siciliana come strumento vivo di critica, identità e creazione poetica, parlando ai lettori di oggi con una voce che, a oltre due secoli di distanza, resta sorprendentemente attuale.
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