L’enigma di quel pensatore solitario nascosto tra gli alberi della Villa Bellini di Catania

Nel Giardino Bellini di Catania un monumento ottocentesco a Giuseppe Mazzini, tra allegorie e polemiche, svela come la città ha fatto pace con il suo patriota repubblicano.

11 febbraio 2026 12:00
L’enigma di quel pensatore solitario nascosto tra gli alberi della Villa Bellini di Catania - Foto: DMarx22/Wikipedia
Foto: DMarx22/Wikipedia
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Un monumento “scomodo” nel cuore della città

Nel cuore del Giardino Bellini, lato via Tomaselli, la figura di Giuseppe Mazzini domina un piccolo slargo tra alberi e vialetti, spesso ignorata da chi corre o porta a spasso il cane. La statua, opera dello scultore Francesco Licata, è uno dei primi monumenti pubblici italiani dedicati al patriota genovese, voluto nella Catania post‑unitaria per riconoscere il ruolo delle sue idee nella stagione risorgimentale. Non è solo un omaggio estetico: è la materializzazione di un compromesso politico, in una città e in un Paese dove il mazzinianesimo repubblicano aveva creato non pochi imbarazzi alle istituzioni monarchiche.associazionemazziniana

Dalla diffidenza alla celebrazione

Per capire quanto questo monumento sia “politico”, basta ricordare che per anni in Italia l’idea di dedicare statue a Mazzini suscitò resistenze, proprio per la sua matrice repubblicana e radicale. A Catania, invece, l’aria liberale e anticlericale di fine Ottocento favorì l’iniziativa: la città, che aveva già intitolato la grande piazza del mercato all’eroe, scelse di fissarne il volto anche nel suo giardino più rappresentativo. Nel 2015, a 140 anni dall’inaugurazione, una cerimonia pubblica e un documentario dell’Università di Catania hanno riportato al centro dell’attenzione la storia del monumento, segno che la figura di Mazzini continua a interrogare la memoria cittadina.wikipedia

Come è fatto: pose, sguardi e allegorie

Il monumento presenta Mazzini in piedi, in abito lungo, avvolto nel mantello, con lo sguardo rivolto in avanti e leggermente verso l’alto, in un atteggiamento meditativo che richiama il filosofo più che il cospiratore. Alla base, un basamento articolato sorregge la figura e ospita iscrizioni e decorazioni allegoriche, secondo il gusto tardo ottocentesco che mescola celebrazione civile e richiami simbolici alle sue idee di nazione e di popolo. La posizione all’interno della Villa non è casuale: il monumento non è messo al centro di un grande asse prospettico, ma in un’area più raccolta, quasi a invitare il visitatore a un incontro ravvicinato e meno retorico con il personaggio.aroundcatania

Il contesto della Villa Bellini

Il Giardino Bellini, polmone verde e salotto all’aperto della borghesia catanese, è il luogo dove la città ha scelto di mostrare il proprio pantheon civile, tra viali intitolati e busti di musicisti, letterati e uomini politici. Inserire Mazzini in questo contesto significava, alla fine dell’Ottocento, riconoscerlo come parte integrante dell’identità nazionale e cittadina, nonostante il contrasto storico con la monarchia sabauda. Ancora oggi, chi attraversa la villa per andare verso via Etnea o verso l’ingresso di via Tomaselli passa accanto al suo sguardo severo, spesso senza rendersene conto, ma il monumento resta lì a ricordare che l’Unità d’Italia non è stata solo un fatto militare, ma anche un fatto di idee.archiviomultimedia.unict

Un simbolo da riscoprire

Le iniziative degli ultimi anni – dalle conferenze dell’Associazione Mazziniana alle produzioni video dedicate al rapporto tra Catania e Mazzini – hanno riaperto il discorso su quanto questo monumento sia parte del paesaggio della memoria, non solo dell’arredo urbano. Per chi scrive di città o prepara itinerari culturali, inserirlo in un percorso che unisce Villa Bellini, via Etnea e le piazze civili dedicate ai protagonisti del Risorgimento significa restituire senso a una presenza che il tempo ha un po’ mimetizzato tra aiuole, panchine e selfie.catania.italiani

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