La basilica catanese che sfida terremoti e i secoli con la sua sorprendente cupola
A Militello in Val di Catania, questa chiesa madre barocca nasconde origini bizantine, una cupola in cemento armato premiata a Parigi e cripte-museo piene di tesori rubati al sisma del 1693
Radici bizantine e il colpo del 1693
Le origini risalgono al periodo bizantino (536-827 d.C.), quando San Nicolò diventa patrono del luogo, come attestano documenti del Settecento e lo storico Luigi Marra. L'antica chiesa madre, San Nicolò il Vecchio, patrocinata dai Barresi-Branciforte, viene rasa al suolo l'11 gennaio 1693 dal "Magnus Terremotus" del Val di Noto: campanile e arredi spariscono, materiali riciclati per la nuova fabbrica. Per 28 anni le funzioni passano alla Madonna della Catena e a San Sebastiano, fino alla prima pietra del 6 dicembre 1721: aperta al culto nel 1740, pur incompleta, sotto il vescovo Matteo Trigona.militelloinvaldicatania.comune
Facciata a otto paraste e genio locale
Il prospetto tardo-barocco, con otto grandi paraste corinzie, portale centrale recuperato dall'antico altare (colonne binate e timpano spezzato) e porte "del sole" e "della luna" con rosoni, si completa nel 1750 (primo ordine di Girolamo Palazzotto) e 1765 (secondo ordine e campanile orientale di Francesco Battaglia). L'interno a croce latina ha tre navate su dodici pilastri ionici, arcate e stucchi settecenteschi, con evangelisti nei pennacchi della cupola da Giuseppe D'Arrigo. Affreschi di Giuseppe Barone (1950) narrano vita di San Nicolò e Misteri Gloriosi nell'abside e volta.sitiunescosiciliasudest
Cupola innovativa e ampliamenti audaci
Fine Ottocento: transetto e abside da don Nicolò Astuti; nel 1904 la cupola su tamburo alto 30 metri, prima in cemento armato in Sicilia orientale, progettata dal capitano-medico Salvatore Sortino – plastico premiato all'Esposizione Internazionale di Torino 1900. Sisma del 1990 (Santa Lucia) impone consolidamenti; nel 2002 entra nel Patrimonio UNESCO Val di Noto; 2022 diventa Basilica Pontificia Minore.lasiciliainrete
Cappelle riciclate e tesori superstiti
Navata destra: San Gerardo Maiella (ex Sant'Andrea, affreschi Barone 1921), Sant'Antonio (ex Sant'Eligio, statua lignea seicentesca), Madonna del Carmelo (ex San Nicola), Santa Rita (ex Pietà, marmi seicenteschi con Tre Chiodi), Madonna di Pompei (ex San Francesco, gruppo leccese Rosario). Sinistra: battistero in marmo Carrara, Sacra Famiglia napoletana 1748, Sacro Cuore (Bagnasco), Santa Lucia XVII sec., Crocifisso seicentesco con angeli. Dal 1981, cripte cimiteriali ospitano il Museo d'Arte Sacra San Nicolò con suppellettili dalla vecchia matrice.wikipedia
UNESCO e devozione viva
Patrimonio Unesco dal 2002 per il tardo barocco, la basilica pulsa di riti: processioni patronali, feste del Salvatore, visite guidate al museo sotterraneo. Post-1990 restaura, resiste, attira pellegrini e turisti tra i vicoli del feudo illuminato, custode di un patrimonio che ha visto dominazioni e catastrofi.diocesidicaltagirone
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