Il pozzo maledetto dove Catania seppellì la sua vergine innocente

Nel cuore di Catania, sotto 14 metri di lava etnea, un pozzo nasconde la tragica fine di Gammazita, vittima dei Vespri. Leggenda, sangue sulle pareti e Grand Tour: che segreti racchiude?

06 febbraio 2026 12:00
Il pozzo maledetto dove Catania seppellì la sua vergine innocente - Foto: Michele Bassi/Wikipedia
Foto: Michele Bassi/Wikipedia
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La fanciulla che preferì la morte alla violenza

Corre il 1278, Vespri Siciliani in corso: Gammazita, bellissima fidanzata catanese, va al pozzo per l'acqua nuziale quando un soldato francese la aggredisce. Lei si divincola e si getta nel baratro, preferendo la morte alla violenza. Versioni successive aggiungono dramma: la perfida Macalda Scaletta, gelosa del paggio Giordano innamorato di Gammazita, trama col cavaliere de Saint Victor. Lui la afferra, lei precipita; Giordano lo pugnala furioso. Le macchie rosse sulle pareti? Sangue della martire, dicono i catanesi.wikipedia

Dalle sorgenti medievali alla tomba di lava

Nel Medioevo qui batte il cuore della Judeca Suttana, quartiere ebraico con concerie e macellerie lungo il Judicello, ramo dell'Amenano sotterraneo. Fonti libere scorrono tra mura "rotte" – forse naumachia romana – fino al 1621, quando il duca Lanario le imbriglia in fontane per la passeggiata a mare. Poi l'11 marzo 1669: l'Etna invade Catania, supera le mura a San Nicolò, circonda Ursino e seppellisce Gammazita sotto 14 metri di lava. Settecento: scavato per sete popolare, diventa pozzo artificiale con scalinata lavica, meta di Grand Tour. Brydone, Saint-Non, Houël lo disegnano pittoresco, con pescatori fasulli per romanticismo.wikipedia

Scale proibite e voragine urbana

Oggi 62 gradini moderni (sostituiti agli originali in ciottoli) scendono 12 metri nel cortile di via San Calogero, tra case popolari ottocentesche. Fondo: vasca sorgiva sotto lava nera, cortina cinquecentesca, lavatoio lavico. Superfetazioni lo stringono, scale fatiscenti e sporcizia scoraggiano: iniziative 2020-2025 chiedono pulizie e accessi sicuri. Didier lo definì "limpido come Aretusa", ma ora è un relitto: pericoli di crollo, acque stagnanti, graffiti vandalici.wikipedia

Eredi di sangue: poesia, bronzi e toponimi occulti

La storia ispira poesia popolare: "Si cchiù mi tocchi, comu Gammazita, mi vidi 'ntra lu puzzu sippilluta". Candelabro in Piazza Università (1957) la scolpisce in bronzo. Altre origini? Gemma zita (ninfa Proserpina), iamma zita (zoppo), gamma-zeta greca o arabo al-gawsit (acqua dolce). Quartiere Cortina di Gamma Zita resta vivo: mercati, Ursino vicino, eco Vespri patriottico femminile.wikipedia

Relitto romantico da salvare

Viaggiatori lo amavano per "decadenza affascinante", catanesi per virtù locale. Oggi petizioni FAI e comitati spingono restauri post-2023: illuminazione, ringhiere, QR code leggenda. Senza intervento, rischia oblio totale. Scendere lì è tuffo nel nero etneo: sangue, lava, onore – Catania sotterranea che non perdona.wikipedia

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