Il gioiello nascosto di via Crociferi che ha cambiato il nome alla strada
Nel cuore di via Crociferi a Catania, una piccola chiesa ovale in pietra bianca custodisce stucchi dorati, tele settecentesche e l’origine del nome della via più barocca della città.
Una chiesa nata dalle ceneri del 1693
La chiesa sorge dove prima del terremoto del 1693 c’era una piccola Santa Maria della Dagala, legata a una confraternita laica. Dopo la ricostruzione, quella confraternita si unisce ai Camilliani, sotto il patronato del vescovo Pietro Galletti, per dare vita a un nuovo edificio dedicato a san Camillo de Lellis, il santo che aveva fatto dei malati il centro della sua missione. Il cantiere viene avviato nel primo Settecento e si trascina per decenni: ai lavori risultano legati un architetto camilliano (probabilmente Domenico La Barbera/Barbera o Vincenzo Caffarelli) e poi, tra 1771 e 1788, il grande Francesco Battaglia, che la tradizione indica come artefice del completamento.monumentct.wordpress
Facciata concava in pietra bianca
All’esterno la chiesa colpisce per la facciata barocca in pietra bianca siracusana, preceduta da una scalinata che la stacca dal piano stradale di via Crociferi. Il partito centrale ha un andamento concavo, stretto tra lesene corinzie, mentre i settori laterali più arretrati ospitavano originariamente nicchie per statue, in parte oggi vuote. Sopra il portale si apre una grande nicchia con la statua di san Camillo, sormontata da una finestra, e in cima un timpano spezzato con pinnacoli e urne, dove spicca la croce rossa dei Camilliani, simbolo dei “Crociferi” che ancora campeggia anche sul portone d’ingresso.visitsicily
Un interno ovale di stucchi e altari in marmo
Entrando, lo spazio sorprende: la navata è piccola e ovale, raccolta, con una cantoria in controfacciata chiusa da un parapetto settecentesco decorato a motivi floreali. Le pareti sono rivestite di stucchi dorati che incorniciano cinque altari in marmo, aggiunti dopo l’erezione dell’edificio, con mensole e colonne in pietre policrome tipiche del Settecento etneo. Sugli altari si allineano grandi tele: il Transito di San Giuseppe (Natale Distefano, 1835), una Sant’Agata e Santa Lucia (copia del 1836 dello stesso autore), una Madonna della Salute di Tullio Allegra (1900) e un Crocifisso spirante di ignoto del 1828.catalogo.beniculturali
L’estasi di San Camillo e il busto d’argento
Il fulcro iconografico è la tela dell’Estasi di San Camillo, dipinta nel 1733 da Antonino Pennisi (o Pennini secondo alcune fonti), dove il santo viene sollevato dagli angeli verso il Cristo che si stacca dalla croce in un abbraccio mistico. La tela, legata ai pagamenti della confraternita registrati nel 1772, dialoga con il busto d’argento di San Camillo custodito all’interno, espressione della devozione verso il fondatore dei Ministri degli Infermi. L’area absidale ospita l’altare maggiore in marmo policromo con inserti di giallo di Castronovo, affiancato da due grandi candelabri lignei dorati e da una Madonna col Bambino dipinta su tavola che chiude la prospettiva del presbiterio.dati.beniculturali
La chiesa che ha dato il nome alla via
Via Crociferi deve il suo nome proprio alla presenza dei Camilliani, detti “crociferi” per la croce rossa cucita sul saio, e alla chiesa dedicata a San Camillo sul lato alto della strada. Insieme a San Francesco Borgia, San Benedetto e San Giuliano, questo piccolo edificio contribuisce a fare della via uno dei corridoi barocchi più unitari d’Europa, oggi inserito nei percorsi UNESCO di Catania. Oggi la chiesa, affidata ai Cavalieri della Mercede come sede capitolare, è officiata e ospita anche convegni, concerti e momenti di preghiera, restituendo vita a uno spazio che rischiava di restare solo scenografia per i turisti.catania.italiani
17.4°