Il fantasma barocco dei Quattro Canti che Catania ha quasi cancellato
Ai Quattro Canti di Catania, il convento fantasma di San Nicolò Minore sopravvive tra palazzi moderni e memorie francescane, tra demolizioni e segreti del barocco
Nascita francescana nel "Piano dei Trixini"
Nel 1606 il Terzo Ordine Regolare Francescano ottiene dal Senato catanese la licenza per erigere un convento proprio nel cuore del "Piano dei Trixini", l'area selvaggia che oggi è l'incrocio monumentale dei Quattro Canti. I frati ci piantano le prime mura, sognando un complesso conventuale che si affacci su quelle che allora erano semplici strade sterrate, tra via Sangiuliano, Etnea, Biscari e Manzoni. L'architettura è barocca nascente, pensata per durare, ma il destino ha altri piani: il terremoto del Val di Noto del 1693 rade tutto al suolo, frati inclusi, lasciando solo macerie fumanti.wikipedia
Rinascita tra rovine e arciconfraternite
La ricostruzione post-sisma è un miracolo barocco: il convento rinasce più solido, con la chiesetta di San Nicolò Minore (San Nicolella) che si affaccia su via Manzoni e piazza omonima, mentre la Chiesa del Santissimo Sacramento in via Biscari diventa sede dell'arciconfraternita del Sacramento al Duomo. Il complesso occupa l'intero angolo sud-ovest, con chiostri, celle e un portale del primo '700 scolpito a regola d'arte. I frati ci vivono in povertà francescana, ma Catania cresce intorno: i Quattro Canti diventano il salotto buono, con palazzi nobili che incombono sul loro mondo claustrale.wikipedia
Il portale salvato e la chiesa sparita
Nel 1955 arriva il colpo di grazia: la Chiesa di San Nicolella viene demolita per far posto alla Questura moderna, un palazzone grigio che ingoia piazza e memorie. Il portale principale, gemma barocca dell'VIII secolo, viene smontato e rimontato sul fianco della Chiesa di San Sebastiano in piazza Federico II, di fronte al Castello Ursino – un trapianto che salva l'arte ma cancella il contesto. Un'epigrafe nell'angolo ricorda Luigi Umberto Tregua, l'imprenditore che la fece costruire, mentre l'ex convento sopravvive mutilato, tra uffici comunali e privati.wikipedia
Soppressione, affitti e il quarto angolo incompiuto
Dal 1866, con la soppressione delle corporazioni religiose, i frati escono di scena: il Comune prende uffici, privati comprano porzioni, e il quarto angolo dei Quattro Canti resta un buco nero. Le finanze dei francescani erano un disastro, l'edificio incompleto rovinava l'armonia urbanistica, così il Senato forza la cessione ad affitto perpetuo: i privati completano la "quinta monumentale", ma snaturano il convento originale. Oggi è irriconoscibile: facciate ritoccate, interni sventrati, solo qualche muro testimonia i secoli di preghiere e silenzi claustrali.wikipedia
Un rudere che grida riscoperta
Negli ultimi anni guide e appassionati lo riscoprono come "San Nicolella ai Quattro Canti", tappa di percorsi barocchi alternativi, ma resta chiuso al pubblico, preda di degrado e oblio. La Soprintendenza vigila, ma manca un piano: immaginate visite guidate tra i resti, esposizioni sul Terzo Ordine o un museo del barocco minore. Catania lo calpesta ogni giorno senza sapere: lì sotto pulsava un cuore francescano, inghiottito da terremoti, leggi e modernità vorace.wikipedia
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