Festa di Sant'Agata: l’apoteosi di luce e il canto del Coro Lirico Siciliano
Il racconto di un evento corale che ha unito arte e identità sotto il cielo di Sant’Agata, con il Coro Lirico Siciliano protagonista di un’esperienza collettiva indimenticabile
La città ha trattenuto il respiro. Catania, avvolta da una luce quasi irreale, ha vissuto una serata capace di andare oltre lo spettacolo per trasformarsi in esperienza condivisa, intima e collettiva allo stesso tempo. Le immagini diffuse dal Coro Lirico Siciliano raccontano più di mille parole: volti illuminati, mani alzate, occhi colmi di emozione. È la potenza di un popolo che si riconosce nella propria storia e nella propria voce, sotto un cielo che sembra ascoltare e rispondere.
Quando l’arte diventa rito
La musica ha costruito un ponte invisibile tra fede, identità e bellezza. La piazza, gremita fino all’ultimo spazio, non è stata semplice platea ma parte viva di un rito, un’onda umana che pulsava all’unisono con ogni nota. La narrazione fluida e coinvolgente ha accompagnato il pubblico in un crescendo emotivo, dove sacro e civile si sono fusi senza confini, restituendo alla città il senso profondo dell’appartenenza e della memoria condivisa.
L’apoteosi di luce e il canto di un popolo
Come si legge nel comunicato del Coro Lirico Siciliano, “Sotto il cielo di Agata: l’apoteosi di luce e il canto di un popolo che incanta il mondo” ha preso vita nella notte del 3 febbraio, durante A sira o tri, trasformando Piazza Duomo in un palcoscenico di straordinaria intensità. Il virtuosismo di Andrea Griminelli, l’eccellenza del Coro Lirico Siciliano, la guida narrativa di Salvo La Rosa e l’energia dell’Orchestra Giovanile del Conservatorio Vincenzo Bellini di Catania, diretta dal Maestro Giuseppe Romeo e affiancata dalla direzione corale del Maestro Francesco Costa, hanno celebrato insieme il 900° anniversario della Traslazione di Sant’Agata, gli 800 anni di San Francesco, il centenario di Riz Ortolani e il 150° anniversario di Pietro Branchina. Le voci dei Fanciulli di Agata, l’omaggio a Franco Battiato del tenore Alberto Munafò e il finale di luci che ha dipinto il cielo hanno suggellato una notte destinata a restare eterna nella memoria della città.
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