Catania: 12enne rifiuta il trasferimento dal padre, Corte d’appello rinvia la decisione

Il ragazzo vuole restare con la madre; la Corte ha chiesto memorie e la Cassazione discuterà il ricorso il 5 maggio.

A cura di Redazione
20 febbraio 2026 07:36
Catania: 12enne rifiuta il trasferimento dal padre, Corte d’appello rinvia la decisione -
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CATANIA — La decisione sulla richiesta del padre di trasferire un ragazzo di 12 anni in una casa‑famiglia è stata rinviata ieri dalla Corte d'appello di Catania dopo che il minore ha manifestato un chiaro rifiuto a lasciare la madre. La Corte ha fissato un termine per il deposito di memorie da parte dei legali prima di pronunciarsi ulteriormente.

La madre del minore ha dichiarato in aula che “il bene di mio figlio non può consistere in un suo trasferimento in comunità” e ha ribadito la propria disponibilità a garantire stabilità, continuità affettiva e sostegno al percorso di crescita. È assistita dagli avvocati Giuseppe Lipera e Graziella Coco; la sezione Minori e Famiglia è presieduta dal giudice Massimo Escher con i consiglieri Antonella Resta e Sabrina Lattanzio.

I giudici hanno disposto il rinvio per consentire alle parti di depositare memorie utili a chiarire se la richiesta del padre debba essere intesa come attuazione di un provvedimento già esistente o come domanda nuova. Sul provvedimento che affida il minore in via esclusiva al padre pende infatti un ricorso in Cassazione, che sarà discusso il prossimo 5 maggio.

Secondo l'avvocato Lipera, la Corte ha ascoltato tutte le parti e ha acquisito il parere scritto del Procuratore Generale presso la Corte d'appello, il quale ha chiesto il rigetto dell'istanza del padre. Il Procuratore Generale ha osservato che il trasferimento del minore in una casa‑famiglia non risponde a un preminente interesse del ragazzo, che ha peraltro proprio quest'anno iniziato la prima classe della scuola secondaria di primo grado.

In aula erano presenti anche i Servizi Sociali del Comune di Catania, che hanno riferito del persistente e fermo rifiuto del minore a trasferirsi dal genitore. I servizi hanno inoltre segnalato la disponibilità, su richiesta della Corte, di una casa alloggio nel Comune di San Gregorio, non essendovi posto disponibile nel Ragusano.

I difensori della madre hanno ribadito l'opposizione a qualsiasi ipotesi di collocamento del minore in comunità, sottolineando che tale soluzione sarebbe gravemente pregiudizievole per l'equilibrio affettivo, relazionale e scolastico del ragazzo.

Prossime tappe

  • La Corte ha concesso un termine per il deposito delle memorie da parte di entrambe le parti, dopodiché valuterà la natura della richiesta del padre.
  • Il ricorso in Cassazione contro il provvedimento che affida il minore al padre è fissato per la discussione il 5 maggio; l'esito potrà influenzare le determinazioni della Corte d'appello.
  • I Servizi Sociali resteranno parte attiva per monitorare la situazione e segnalare eventuali soluzioni abitative compatibili con il superiore interesse del minore.

La vicenda resta aperta e la Corte ha deciso di procedere con cautela, privilegiando l'acquisizione di ulteriori elementi documentali e le osservazioni dei soggetti coinvolti prima di assumere una decisione definitiva.

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