Un gigante che vive all’ombra dell’Etna: lo hai visto almeno una volta nella vita

Il Castagno dei Cento Cavalli, tra Linguaglossa e Sant’Alfio, è l’albero più famoso dell’Etna: storia, leggende e una meraviglia unica in Sicilia.

05 gennaio 2026 15:00
Un gigante che vive all’ombra dell’Etna: lo hai visto almeno una volta nella vita - Foto: LuckyLisp/Wikipedia
Foto: LuckyLisp/Wikipedia
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Un gigante che vive all’ombra dell’Etna

Sui versanti orientali dell’Etna, in territorio di Sant’Alfio, c’è un luogo che sembra rimasto fuori dal tempo. Lì si trova il Castagno dei Cento Cavalli, un albero così grande e antico da essere diventato un punto di riferimento non solo per chi vive alle pendici del vulcano, ma anche per studiosi e viaggiatori che da secoli accorrono per vederlo.
La sua presenza colpisce subito: tronchi enormi, radici che affiorano dalla terra lavica e una chioma che, ancora oggi, crea una cupola naturale capace di inghiottire la luce. Non è un semplice castagno, ma un organismo che porta addosso secoli di clima, fuoco, pioggia e silenzio. Le comunità locali lo considerano da sempre un simbolo della loro storia rurale, un testimone delle famiglie che per generazioni hanno lavorato quei terreni ricchi e difficili.

Un albero, tre tronchi e una storia lunga secoli

Chi arriva davanti al Castagno dei Cento Cavalli rimane colpito dalla sua forma inconsueta. Non un solo tronco, ma tre grandi ceppi che in origine erano un unico albero. Con il passare dei secoli, la pianta si è divisa mantenendo però la propria identità. Gli studiosi, già dal Settecento, hanno provato a datarlo, scoprendo che ha un’età straordinaria: è considerato uno degli alberi più antichi d’Europa, un vero monumento vivente che ha superato terremoti, eruzioni e tempeste.
Il contesto in cui cresce è altrettanto particolare. La zona, immersa nella vegetazione etnea, è stata per secoli un crocevia naturale: vi transitavano pastori, contadini e viaggiatori che salivano verso i paesi montani o scendevano verso il mare. L’albero rappresentava un punto di incontro, un rifugio naturale e perfino un riferimento per orientarsi, prima che esistessero mappe dettagliate e strade moderne.
Il suo nome, legato alla famosa storia della regina e dei cavalieri, è diventato un modo per unire realtà e immaginario. La leggenda parla di un temporale improvviso che sorprese un gruppo di viaggiatori a cavallo, ai quali il grande castagno offrì riparo. È una narrazione popolare che ha attraversato generazioni, una testimonianza di quanto l’albero fosse già da secoli al centro della vita locale.

La forza di un simbolo che appartiene alla Sicilia intera

Oggi il Castagno dei Cento Cavalli è tutelato come albero monumentale e rappresenta uno dei luoghi naturali più importanti della Sicilia orientale. Non è solo la sua età a renderlo speciale, ma la capacità di evocare un senso di continuità: ogni parte della pianta mostra i segni del tempo, eppure continua a rigenerarsi, offrendo ombra, frutti e un’immagine di resistenza che affascina chiunque lo osservi.
Molti visitatori arrivano qui per passeggiare tra i sentieri del versante etneo e si ritrovano davanti a un monumento naturale che sembra quasi un personaggio antico. L’albero ha ispirato viaggiatori, poeti e naturalisti, diventando un simbolo della potenza e della longevità della natura. Allo stesso tempo, è anche un punto di riferimento per chi vive nella zona: una presenza familiare, un confine, un ricordo dell’infanzia.
Il castagno non è solo un luogo da fotografare: è un frammento di Sicilia che resiste, un pezzo di storia che continua a respirare in silenzio e che racconta più di quanto si potrebbe immaginare osservandolo da lontano.

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