L'edificio che ha accompagnato generazioni di licodiesi tra curiosità e misteri

La Chiesa del Santissimo Crocifisso a Santa Maria di Licodia rivela una storia antica fatta di fede, confraternite e architetture ritrovate.

01 gennaio 2026 21:00
L'edificio che ha accompagnato generazioni di licodiesi tra curiosità e misteri - Foto: Riccardo Spoto/Wikipedia
Foto: Riccardo Spoto/Wikipedia
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La chiesa che ha accompagnato generazioni licodiesi

A Santa Maria di Licodia, in un punto dove il paese sembra rallentare il passo, sorge la Chiesa del Santissimo Crocifisso, un edificio che non colpisce per grandezza ma per ciò che rappresenta. È una chiesa che ha visto passare secoli di vita quotidiana, processioni, restauri e momenti di devozione che hanno legato intere famiglie al suo altare.
L’origine dell’edificio è semplice e diretta: fu costruito come piccolo luogo di culto periferico, legato alle esigenze della comunità e alla presenza della Confraternita del Santissimo Crocifisso, che per lunghissimo tempo ne ha garantito cura e continuità. L’ingresso, sobrio ma elegante, introduce in uno spazio che conserva ancora oggi un’atmosfera raccolta, fatta di marmi, altari e colori che appartengono a un’epoca in cui tutto veniva realizzato con mani pazienti e devozione concreta.
La struttura attuale, frutto di interventi successivi, racconta bene quanto la chiesa sia stata importante per la vita religiosa locale: piccole modifiche, ampliamenti, adattamenti, tutti vissuti come una naturale evoluzione di un edificio che non ha mai smesso di essere punto di riferimento.

Un edificio semplice, ma con un passato che merita attenzione

Entrando, ci si accorge che la chiesa, pur priva di fasti eccessivi, possiede un carattere preciso. L’altare maggiore, dedicato al Crocifisso, è il fulcro di tutto. Lì si concentra la storia della confraternita che per secoli ha animato riti, custodito arredi, promosso restauri e mantenuto viva una devozione che ancora oggi si percepisce.
La costruzione, nel tempo, ha cambiato volto: aggiunte strutturali, consolidamenti e restauri hanno permesso alla chiesa di attraversare epoche difficili senza perdere la propria identità. Anche la facciata, pur semplice, mette in evidenza un linguaggio architettonico sobrio ma efficace, tipico dei centri etnei che hanno sempre preferito l’essenziale alla monumentalità.
Dietro ogni dettaglio si intuisce una memoria collettiva: generazioni di fedeli che hanno lasciato un segno, piccoli interventi che hanno reso la chiesa una sorta di “scrigno” della comunità licodiese.

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