Le Terme Achilliane sono un tuffo nell'antica Roma, sepolte sotto la piazza Duomo di Catania e riscoperte per stupire ancora.

Sotto il Duomo di Catania, terme romane del IV secolo con frigidario, ipocausti e stucchi erotici. Riaperte dopo anni di restauri, raccontano bagni imperiali tra terremoti e scavi moderni.

31 gennaio 2026 15:00
Le Terme Achilliane sono un tuffo nell'antica Roma, sepolte sotto la piazza Duomo di Catania e riscoperte per stupire ancora. - Foto: Daniele Napolitano/Wikipedia
Foto: Daniele Napolitano/Wikipedia
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Sepolte dal tempo, rintracciate dalla storia

Scavate nel ventre tufaceo sotto la Cattedrale di Sant'Agata, queste terme risalgono al IV-V secolo d.C., forse parte di un complesso più grande che si estendeva fino a via Garibaldi. Il nome "Achilliane" arriva da un'epigrafe greca del V secolo, ora al Castello Ursino, che nomina un funzionario Achille che le restaurò risparmiando legna col nuovo sistema di riscaldamento. Terremoti del 1169 e 1693 le inghiottirono, ma scavi ottocenteschi e del Novecento le riportarono su, accessibili oggi da un corridoio con rampa vicino alla facciata del Duomo. L'ingresso è stretto, quasi segreto, e prepara al salto temporale: da piazza viva e barocca a cripte umide di duemila anni fa.

Il cuore caldo delle vasche antiche

Al centro, il frigidario ottagonale da 11 metri di diametro, con pavimenti in marmo opus sectile policromo e pareti stuccate di eroti vendemmiatori – figure alate che pigiano uva, sbiadite ma evocative. Pilastri tuscanici reggevano volte perse, e bocchette lionate sputavano acqua fredda. Ai lati, vasche semicircolari per decantare l'acqua piovana, e un canale a S per drenare condensa e sporco. L'ipocausto scaldava il calidarium ipotizzato lì vicino, con suspensurae per il calore dal basso. Mosaici e marmi catanesi originali gridano opulenza imperiale, mentre graffiti latini sussurrano nomi di bagnanti dimenticati.

Chiusure e rinascite continue

Allagate negli anni '90 e chiuse per rischi statici, riaprirono nel '97 e poi nel 2006 dopo cantieri milionari. Oggi, la Soprintendenza le usa per mostre e concerti, con luci soffuse che esaltano gli stucchi. Turisti le visitano in 15 minuti, catanesi le riscoprono con guide appassionate. Problemi di umidità persistono, ma sensori moderni vigilano. È un sito UNESCO in pectore, che lega Roma a Bisanzio sotto i nostri piedi.

Oggi, un ponte tra epoche

Catania ci cammina sopra ignara, ma chi scende sente l'eco delle terme affollate. Ideali per un tour col Duomo, attirano famiglie e studiosi. Futuri piani? Illuminazione smart e realtà aumentata per "rivivere" i bagni. Un tesoro sotterraneo che pulsa.

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