La verità nascosta sul Palazzo Gioeni Asmundo di Catania e l’ospite inatteso che cambiò tutto

La storia sorprendente del Palazzo Gioeni Asmundo di Catania: un gioiello barocco, una trasformazione inattesa e una curiosità legata a Goethe.

16 gennaio 2026 15:00
La verità nascosta sul Palazzo Gioeni Asmundo di Catania e l’ospite inatteso che cambiò tutto - Foto: Francesco Lombardi/Wikipedia
Foto: Francesco Lombardi/Wikipedia
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Il palazzo che dominò via Etnea e sedusse Catania

Nel pieno cuore di Catania, dove via Etnea incontra piazza dell’Università, sorge un edificio che per secoli ha custodito memorie, ambizioni e cambiamenti radicali: il Palazzo Gioeni Asmundo. Oggi i passanti lo osservano distrattamente, ma la sua storia è una lama che attraversa epoche diverse, perché tutto ciò che lo riguarda è documentato, preciso, e sorprendentemente denso. Costruito nel 1743, il palazzo porta con sé il tratto distintivo dell’architettura barocca catanese e secondo la fonte venne probabilmente progettato da Gian Battista Vaccarini, l’uomo che ha ridisegnato l’anima di Catania dopo il Settecento. Commissionato direttamente dal duca Gioeni d’Angiò, non fu mai un edificio qualunque: doveva rappresentare una famiglia, un titolo, un’idea di prestigio che si affacciasse con decisione sulla piazza più elegante della città. L’ingresso principale, rivolto proprio sull’Università, venne incorniciato da un ricco portale in pietra bianca, una soglia pensata per impressionare chiunque varcasse l’edificio. Tutto questo non è leggenda: è riportato fedelmente nella fonte, e costituisce il cuore visibile di uno dei palazzi più riconoscibili dell’intero centro storico.

La metamorfosi degli anni Sessanta e l’arrivo inatteso di Goethe

Il Palazzo Gioeni Asmundo non è rimasto immobile nel tempo. Documenti alla mano, si sa che negli anni Sessanta del XX secolo venne ristrutturato per assumere un ruolo del tutto diverso: divenne infatti la sede di un grande magazzino, segnando un passaggio netto dalla nobiltà settecentesca al dinamismo commerciale della città moderna. Una trasformazione reale, verificabile, che cambia completamente la percezione dell’edificio: da dimora aristocratica a centro pulsante di attività economiche.
Ma il dettaglio più sorprendente della sua storia si trova in una frase breve, precisa e potentissima riportata nella fonte: Johann Wolfgang von Goethe, uno dei più grandi scrittori della storia europea, fu ospitato proprio all’interno del palazzo nel corso del suo soggiorno a Catania durante il viaggio in Italia. Non si tratta di una leggenda romantica: è un dato concreto. Il palazzo accolse lo scrittore tedesco, trasformandosi così in un frammento inatteso del suo celebre peregrinare. Chi cammina oggi davanti a quelle finestre ignora che uno dei padri della cultura occidentale ha visto, da lì, il cuore barocco della città. Eppure è tutto documentato.

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