La storia incredibile di un palazzo catanese tra fasti, crolli e una curiosità inattesa

Palazzo Libertini Scuderi, nel cuore di Catania, rivela una storia di ricostruzioni, famiglie nobili e dettagli nascosti che pochi conoscono.

03 gennaio 2026 21:00
La storia incredibile di un palazzo catanese tra fasti, crolli e una curiosità inattesa - Foto: Pequod76/Wikipedia
Foto: Pequod76/Wikipedia
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Un edificio nato da una Catania che voleva rialzarsi

Nel cuore del centro storico di Catania, tra le vie che ancora conservano l’impianto tardo-barocco della ricostruzione settecentesca, sorge Palazzo Libertini Scuderi, un edificio che non ha mai amato farsi notare troppo, pur appartenendo a una delle famiglie più rilevanti della città. Il palazzo nacque in un momento in cui Catania stava cercando di rimettersi in piedi dopo il devastante terremoto del 1693. Fu allora che i Libertini, casato influente e presente da secoli nella vita urbana, decisero di dare alla città una dimora che riflettesse il proprio peso sociale.
A differenza di altri palazzi nobiliari vicini, spesso esuberanti nelle forme e negli ornamenti, questo edificio si presenta con una compostezza diversa. La facciata, scandita da balconi semplici ed eleganti, rivela una scelta precisa: non ostentare, ma affermare. È un linguaggio architettonico che racconta molto della mentalità nobiliare dell’epoca, ancora segnata da una Catania ferita ma decisa a mostrarsi solida e ordinata.

Le trasformazioni, le famiglie e il rapporto con la città

Col passare dei secoli, Palazzo Libertini Scuderi ha attraversato varie fasi, come accade a molti edifici che hanno vissuto insieme alla città. Dopo l’epoca dei Libertini, l’immobile passò alla famiglia Scuderi, che gli diede l’assetto più vicino a quello attuale. Sotto di loro il palazzo non fu soltanto una residenza nobiliare, ma anche un punto di riferimento per attività amministrative e civili, grazie alla sua posizione strategica nel tessuto urbano.
Ciò che colpisce di più, osservandolo oggi, è la sua capacità di abitare il presente senza perdere il passato. I prospetti sono stati mantenuti senza alterazioni invasive, mentre gli interni, pur avendo subito adattamenti, conservano ancora tracce della distribuzione originaria. Il palazzo, in sostanza, riflette l’identità della città: un equilibrio continuo tra memoria e trasformazione.
Eppure, malgrado la sua importanza storica, non è un edificio che cattura subito l’occhio del passante. Forse per questo, negli ultimi decenni, molti catanesi hanno riscoperto il valore di questo luogo solo quando si è iniziato a parlare di tutela, restauri e possibili nuove funzioni. Palazzo Libertini Scuderi è così tornato lentamente al centro dell’attenzione, non grazie alla monumentalità, ma alla sua presenza discreta, che oggi appare più preziosa che mai.

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