La storia che ha sconvolto Castiglione di Sicilia e che i libri di storia non ti hanno mai raccontato

La strage di Castiglione sconvolse la provincia di Catania: un episodio duro che il paese conserva come memoria e monito.

05 gennaio 2026 12:00
La storia che ha sconvolto Castiglione di Sicilia e che i libri di storia non ti hanno mai raccontato - Foto: Urban~commonswiki/Wikipedia
Foto: Urban~commonswiki/Wikipedia
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Un paese travolto da un gesto inspiegabile

Nella quiete di Castiglione di Sicilia, tra vigneti, case antiche e un ritmo di vita rimasto quasi immutato nei decenni, esiste una pagina che il paese non ha mai davvero dimenticato. Era l’agosto del 1993 quando quella normalità, fatta di porte aperte e strade silenziose, venne spezzata in modo brutale. Un uomo del luogo, in preda a uno stato di alterazione e senza alcun segnale evidente che potesse far presagire ciò che sarebbe accaduto, imbracciò un fucile e iniziò a sparare contro chiunque gli capitasse davanti.
Castiglione, abituata a raccontare storie di campagna e di vite lente, si ritrovò improvvisamente al centro di un episodio che sconvolse tutta la provincia di Catania. La forza di quell’attacco, la sua rapidità e la totale mancanza di un movente comprensibile resero la vicenda ancora più difficile da accettare. In pochi minuti, la comunità perse alcune delle sue figure più note e rispettate, persone che stavano semplicemente attraversando la piazza o lavorando come in qualunque altro giorno d’estate.

La reazione di una comunità che si scoprì fragile ma unita

Quello che colpì profondamente i castiglionesi non fu soltanto la violenza dell’episodio, ma anche la sua assurdità. In un paese dove tutti si conoscono per nome, l’idea che il pericolo potesse arrivare da una persona familiare, incontrata mille volte per strada, creò un senso di incredulità difficile da superare. I soccorsi arrivarono rapidamente, ma lo sgomento rimase. La notizia si diffuse in breve tempo in tutta la Sicilia orientale, trasformando Castiglione in un simbolo di fragilità e vulnerabilità.
Nei giorni successivi, il paese reagì come spesso accade nelle comunità di montagna: in silenzio, stringendosi attorno alle famiglie colpite e cercando di restituire un senso di normalità a un luogo che sembrava aver perso ogni equilibrio. Le istituzioni locali insistettero sul bisogno di ricordare la vicenda non solo come un fatto di cronaca, ma come una lezione utile, perché episodi così improvvisi mostrano quanto sia fondamentale riconoscere i segnali di disagio e quanto delicato possa essere il confine tra quotidianità e tragedia.

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