La chiesa che rinacque dalle catastrofi: lo Spirito Santo e le assurde storie da Nicolosi
La Chiesa dello Spirito Santo di Nicolosi: ricostruzioni, arte sacra e una tradizione che ancora oggi sorprende.
La chiesa madre di Nicolosi
La Chiesa dello Spirito Santo è la chiesa madre di Nicolosi ed è dedicata allo Spirito Santo. La sua costruzione risale alla prima metà del XVIII secolo, in stile barocco, e rappresenta uno dei principali simboli religiosi del centro etneo. La chiesa sorse dopo la distruzione di un edificio precedente, causata dalla colata lavica del 1669 e dal terremoto del 1693, due eventi che segnarono profondamente la storia del paese. L’attuale edificio si presenta con una navata unica e una pianta a doppia croce latina, elementi che ne definiscono l’impianto architettonico.
Architettura e opere conservate
La facciata della chiesa è rettangolare ed è caratterizzata dall’uso della pietra lavica, mentre l’aspetto esterno fu modificato alla fine dell’Ottocento con l’introduzione di arenaria bianca. All’interno sono custodite opere di grande rilievo, tra cui un crocifisso ligneo del XVI secolo e un coro ligneo del XVII secolo, decorato con bassorilievi in gesso raffiguranti l’Ultima Cena. Accanto alla chiesa si erge il campanile, costruito probabilmente nel 1721, che conserva ancora oggi la sua altezza originaria ed è scandito da tre livelli distinti.
Una tradizione che coinvolge l’intera comunità
La Chiesa dello Spirito Santo svolge un ruolo centrale nella vita religiosa di Nicolosi. Durante la Quaresima, l’altare maggiore viene coperto da una grande tela dipinta nel 1846, realizzata dalle Pie Donne del paese. L’opera raffigura la Deposizione dalla Croce ed è caratterizzata da dimensioni monumentali, con oltre venti metri di altezza e otto metri di larghezza, diventando uno degli elementi più suggestivi della tradizione religiosa locale.
10.2°