Il baluardo cinquecentesco che trasformò la difesa di Catania in qualcosa di incredibile
La storia del Bastione del Santo Carcere di Catania: fortificazione cinquecentesca, chiesa e una curiosità sorprendente ancora visibile oggi.
Il bastione cinquecentesco
Nel cuore di Catania, tra le pieghe del centro storico, esiste un luogo in cui la città non è soltanto raccontata: è ancora fisicamente scolpita nella pietra. Il Bastione del Santo Carcere, infatti, è uno dei bastioni realizzati nel XVI secolo all’interno del poderoso sistema difensivo voluto da Carlo V, concepito per proteggere la città dalle minacce che arrivavano dal mare. Le fonti ricordano come questa grande opera militare, costruita tra il 1550 e il 1555, abbia radicalmente ridisegnato il volto urbano, con una cinta muraria capace di inglobare spazi, edifici e interi isolati.
Il Bastione del Santo Carcere occupava una posizione strategica lungo il tracciato settentrionale delle fortificazioni. Di esso rimangono ancora oggi evidenti porzioni murarie in pietra lavica, integrate nel contesto urbano moderno ma perfettamente riconoscibili per la loro struttura massiccia. È uno dei rari segmenti in cui si percepisce ancora la monumentalità del sistema difensivo cinquecentesco, sopravvissuto ai terremoti, alla demolizione ottocentesca delle mura e al cambiamento continuo della città.
Quando la storia militare incontrò la devozione: la chiesa che “inghiottì” il bastione
Il destino del Bastione del Santo Carcere cambiò profondamente dopo il devastante terremoto del 1693, che impose a Catania una ricostruzione quasi totale. Su uno degli spigoli del bastione – luogo che già custodiva la memoria della prigionia di Sant’Agata – venne costruita la Chiesa di Sant’Agata al Carcere, che incorporò direttamente parti della struttura militare. All’interno dell’edificio sono infatti ancora visibili tratti murari originali del bastione stesso, fusi con gli elementi barocchi introdotti nel Settecento.
Questa fusione tra fortificazione e culto rende il luogo un unicum nel panorama catanese: il bastione non solo sopravvive al cambiamento urbanistico, ma diventa parte integrante di uno dei siti più simbolici della città. Le mura, pensate per resistere ai cannoni, finiscono così per proteggere un luogo di memoria religiosa, in un intreccio inatteso tra architettura militare e spiritualità popolare.
14.4°