[VIDEO] Faglia sotto la scuola Madre Teresa di Calcutta di Tremestieri Etneo: parla l'ing. Gianfranco Caudullo
L'ex capo tecnico Gianfranco Caudullo ricostruisce avvertimenti ignorati, spese pubbliche e il possibile pericolo per alunni e personale.
Nei giorni recenti una faglia si è riaperta nel parcheggio antistante la scuola Madre Teresa di Calcutta a Tremestieri Etneo, causando uno sprofondamento che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dell'edificio. Secondo l'ing. Gianfranco Caudullo, ex capo dell'ufficio tecnico comunale, quel movimento era atteso e la situazione riflette anni di segnalazioni e interventi tampone.
L'incidente e la manifestazione più recente
Il movimento del terreno che ha provocato il cedimento è stato seguito da un episodio di panico: durante il terremoto del 17 novembre — evocato da Caudullo — bambini e docenti sono scappati dall'istituto perché si sono verificati effetti improvvisi e percepibili. Caudullo sottolinea che la faglia è «in movimento da tempi» e che la sua attività è documentata storicamente, fino a un episodio noto nel 1381. L'apertura di crepe e il progressivo deterioramento della struttura sono percepiti oggi come la manifestazione concreta di un problema che non è nato ieri.
Avvertimenti, azioni amministrative e limiti istituzionali
Secondo il racconto di Caudullo, la vicenda nasce da una battaglia tecnica e amministrativa iniziata quando lui era responsabile unico del procedimento. Già dal 2006 avrebbe segnalato la presenza della faglia al Genio Civile e alla stazione dei Carabinieri, e chiesto la conversione dell'area prevista per la scuola a verde pubblico. L'intervento del progettista Paolo Di Lorenzo è stato, a suo dire, diligente: ha predisposto la modifica proposta, ma l'amministrazione comunale non avrebbe completato le modifiche al piano regolatore.
Caudullo afferma inoltre di essere stato allontanato dall'incarico prima dell'inaugurazione della scuola nel 2010. Sostiene che, dopo la sua rimozione, l'opera è andata avanti nonostante le sue segnalazioni, e che ha presentato due esposti molto documentati, nel 2010 e poi nel 2024. Il contesto amministrativo è segnato da vicende successive, tra cui il commissariamento e lo scioglimento del consiglio comunale per mafia, circostanze che secondo Caudullo complicano l'attribuzione delle responsabilità.
Perché è successo: responsabilità tecniche e scelte urbanistiche
L'analisi di Caudullo individua tre fattori principali: l'esistenza di una faglia attiva, la decisione di posizionare un edificio scolastico in una zona a rischio e ritardi o omissioni nelle azioni amministrative atte a mitigare il pericolo. La faglia, attiva in tempi geologici, rende imprevedibile il quando un movimento diventi così intenso da compromettere la sicurezza dell'edificio. Secondo l'ingegnere, non si può definire se il danno diventerà critico tra una settimana, dieci anni o cento anni, ma la condizione è di estrema pericolosità.
Caudullo invita inoltre a distinguere tra interventi estetici o tampone e strategie di monitoraggio e prevenzione: per lui andrebbe privilegiato il monitoraggio strutturale dell'edificio piuttosto che continuare a spendere per rattoppare crepe.
Conseguenze attese e richieste dell'ex capo tecnico
Le conseguenze pratiche sono chiare nella ricostruzione fornita: la scuola potrebbe diventare in futuro intollerabile dal punto di vista della sicurezza e impedire lo svolgimento delle attività didattiche. L'ing. Caudullo ritiene che le soluzioni debbano portare, tra l'altro, all'interruzione dell'attività didattica fino a che non siano adottate misure appropriate. Sul piano giudiziario solleva l'ipotesi che la Procura possa e debba «attenzionare» la vicenda, viste le segnalazioni già presentate e l'apparente mancata modifica del piano regolatore.
Caudullo accusa infine chi ha gestito la pianificazione urbanistica di allora: «se l'amministrazione non ha portato avanti la modifica del piano regolatore, ci saranno dei nomi», dice, evidenziando la necessità di ricostruire responsabilità e decisioni che hanno portato alla costruzione dell'opera.
L'appello e le scelte prossime
L'intervista dell'ing. Caudullo restituisce un quadro di allerta tecnico-amministrativa: avvertimenti documentati, spese pubbliche sostenute per interventi tampone e la persistenza di un rischio non risolto. Le opzioni sul tavolo comprendono il monitoraggio intensivo, la verifica giudiziaria delle responsabilità, la sospensione dell'attività scolastica fino a esiti certi delle valutazioni tecniche e la valutazione di soluzioni urbanistiche alternative per l'area.
La vicenda pone una domanda di fondo: come coniugare la tutela della pubblica incolumità con scelte amministrative e gestioni economiche che, secondo l'ex responsabile, hanno privilegiato il mantenimento temporaneo dell'edificio rispetto a una risoluzione strutturale del problema? Le prossime settimane saranno decisive per verificare se le istituzioni adotteranno misure cautelari e trasparenti per la sicurezza di alunni e personale scolastico.
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