Corona- Signorini: il caso torna a far discutere sui social

Il caso Corona–Signorini torna al centro del dibattito dopo le parole di Fabrizio Corona in tv, rilanciate dalla pagina social Catania dà spettacolo

14 gennaio 2026 08:38
Corona- Signorini: il caso torna a far discutere sui social - Credit Foto RAI
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La pagina social Catania dà spettacolo è tornata ad accendere il dibattito sul caso Corona–Signorini, riprendendo quanto emerso durante una recente puntata televisiva. Il post ha immediatamente attirato l’attenzione degli utenti, rilanciando una vicenda che intreccia televisione, potere mediatico e vecchi rapporti professionali. Un racconto che, ancora una volta, divide l’opinione pubblica e riporta sotto i riflettori dinamiche interne al mondo dello spettacolo italiano.

Tra televisione e vecchi rapporti professionali

Il riferimento è alla trasmissione Lo Stato delle Cose, condotta da Massimo Giletti, dove Fabrizio Corona ha ricostruito il lungo rapporto con Alfonso Signorini. Un legame fatto di amicizia, conoscenza e collaborazione, durato decenni e nato negli ambienti editoriali legati al settimanale Chi. Nel tempo, secondo Corona, quel rapporto si sarebbe trasformato, fino a incrinarsi definitivamente, sullo sfondo di un sistema mediatico sempre più distante da quello delle origini.

Il motivo che ha fatto scoppiare il caso

Ed è proprio qui che arrivano le rivelazioni più forti, riprese e sottolineate nel post di Catania dà spettacolo. Corona ha spiegato che tutto sarebbe scattato dopo aver visto Signorini ospite da Fabio Fazio mentre presentava un libro sull’amore, in un’immagine pubblica che lo ha colpito profondamente. "Avevo le chat", ha raccontato, chiarendo che la sua non sarebbe stata una vendetta personale, ma una scelta consapevole di “intuizione giornalistica”. L’obiettivo, secondo Corona, non era l’uomo Signorini, bensì il sistema della comunicazione e del potere mediatico, di cui Signorini rappresenterebbe uno degli elementi chiave. Un attacco dichiarato, dunque, non per risentimento, ma per “ostacolare il potere”, anche a costo di correre rischi personali.

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