Carabinieri eseguono arresti per tentato omicidio in un contesto mafioso a Paternò
Operazione antimafia a Catania: cinque arresti per tentato omicidio e reati aggravati. Scopri i dettagli di un'indagine mozzafiato! 🚔💥🔍
Paternò (CT): Eseguita ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque persone per tentato omicidio
Nelle prime ore di oggi, un’importante operazione condotta dai Carabinieri ha portato all’arresto di cinque individui accusati di tentato omicidio a Paternò, in provincia di Catania. L’operazione è stata eseguita sotto la direzione della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania e ha visto coinvolti circa 50 Carabinieri, oltre al supporto dello Squadrone Eliportato “Cacciatori di Sicilia” e dei Nuclei Cinofili ed Elicotteri.
L’operazione si basa su indizi gravi e fondati, segnalando una grave escalation di violenza legata a motivi mafiosi. I cinque indagati sono ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di reati aggravati secondo l’art. 416 bis c.p., che denotano un chiaro coinvolgimento nel contesto mafioso. Le indagini, condotte dal settembre al dicembre 2025, si sono concentrate su un ferimento avvenuto il 30 agosto dello stesso anno, in cui la vittima, G.M.G., è stata colpita apparentemente per motivi futili.
Il ferito è, tra l’altro, figlio di G.A., noto esponente dell’associazione mafiosa A. di Paternò, legata alla famiglia Santapaola-Ercolano. Questo legame ha creato un clima di tensione che ha sfociato in atti di violenza: il 1° ottobre 2025, un commando composto dai cinque arrestati ha agito con violenza, varcando il confine della legge per vendicare l’attacco subito da G.M.G., esplodendo colpi di arma da fuoco nei suoi confronti.
La macchinazione del clan A. è emersa chiaramente dalle intercettazioni telefoniche, in cui si evincevano espliciti propositi di vendetta e ritorsione. Queste conversazioni sono state fondamentali per la formazione di un quadro accusatorio robusto, supportato da attività investigative tecniche e dinamiche. Grazie a un sistema di videosorveglianza installato sull’officina meccanica del padre di uno degli indagati, i Carabinieri sono riusciti a ricostruire i momenti antecedenti e seguenti all’attentato.
Un elemento rilevante è emerso durante l’analisi delle comunicazioni tra i membri del clan, in cui uno dei coinvolti, F., ha descritto l’evento in tempo reale, rivelando dettagli preziosi sul tentato omicidio. Nonostante la vittima avesse inizialmente tentato di depistare le indagini dichiarando di essere stata coinvolta in un incidente stradale, il referto medico ha confermato il ferimento da arma da fuoco.
Con il solido supporto delle prove raccolte, la Procura ha richiesto e ottenuto dal GIP del Tribunale di Catania l’emissione di ordinanze di custodia cautelare. Questo intervento si inserisce in un’ampia azione di contrasto alla criminalità organizzata, sottolineando l’impegno delle forze dell’ordine nella lotta contro il crimine mafioso nel territorio siciliano.
L’operazione di oggi rappresenta un passo significativo nel perseguimento della giustizia e nel tentativo di riportare la legalità in un’area martoriata da anni di violenza mafiosa.
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