Migliaia di fiaccole per Sara Campanella: cordoglio della Comunità
Non solo Messina ma l'intera nazione tra commozione e rabbia per il femminicidio di Sara Campanella: oltre tremila fiaccole al corteo

Messina ha risposto con una partecipazione imponente alla fiaccolata in memoria di Sara Campanella, la studentessa di 22 anni uccisa da un collega di corso(la cronaca qui).
Oltre tremila persone si sono radunate nel tardo pomeriggio del 3 aprile ai piedi della scalinata del rettorato universitario per ricordare la giovane vittima e per dire un fermo “basta” alla violenza contro le donne.
Il corteo e le parole della madre
La folla ha poi sfilato in silenzio fino a piazza dell’Unione Europea, sede del Municipio. Prima della partenza del corteo, la madre di Sara, Cetty Zaccaria, ha voluto rivolgersi ai presenti con parole cariche di gratitudine e dolore:
“Ringrazio tutti gli studenti, dico grazie a nome di Sara a loro e a tutte le persone presenti che hanno dato la voce a lei stasera.”
Un lungo applauso ha accolto il suo intervento, seguito da momenti di grande commozione. Accanto a lei, anche il padre e il fratello di Sara.
Un omicidio che ha scosso l’intera comunità
Sara Campanella è statauccisa da Stefano Argentino, 27 anni, collega universitario che la perseguitava nonostante il suo rifiuto. L’omicidio, avvenuto a Messina, ha lasciato sgomenta la città e acceso i riflettori nuovamente sul femminicidio.
Istituzioni e studenti in prima linea
L’iniziativa, promossa dall’Università di Messina, dagli studenti e dal Comune, ha coinvolto esponenti delle istituzioni e del mondo accademico. Presenti il rettore di Messina Giovanna Spatari, il rettore dell’Università di Catania Francesco Priolo, il sindaco di Messina Federico Basile e quello di Misilmeri Rosario Rizzolo, città d’origine di Sara. Con loro anche rappresentanti della CRUI, compagni di corso, docenti, cittadini e molte associazioni.
Una marcia di riflessione e denuncia
Durante il corteo, numerosi striscioni con messaggi forti: “Sarà una sconfitta per tutti, non basta dire basta” e “Amore è rispettare la vita” erano solo alcune delle frasi che hanno scandito il cammino silenzioso verso il centro cittadino.
Non solo memoria, ma impegno
La fiaccolatanon è stata solo un momento di commemorazione, ma anche un atto di responsabilità collettiva. Una testimonianza di solidarietà che chiede giustizia e, soprattutto, cambiamento. Per Sara e per tutte le donne vittime di violenza.