Maxi-operazione della Guardia di Finanza a Catania

Frode fiscale a Catania: 11 indagati e sequestri per 4,6 milioni di euro. Scoperto un giro di fatture false e manodopera illecita. Leggi i dettagli

18 marzo 2025 09:21
Maxi-operazione della Guardia di Finanza a Catania -
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La Guardia di Finanza di Catania, con il supporto dei Comandi Provinciali di diverse città siciliane, ha portato a termine un'importante operazione contro la frode fiscale. Il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale etneo, ha disposto il sequestro di beni per un valore complessivo di 4,6 milioni di euro. L'attività investigativa si inserisce in un'indagine più ampia che mira a contrastare i fenomeni di evasione e frode nel settore della logistica e del trasporto.

Una rete di aziende per la frode fiscale

Secondo quanto emerso dalle indagini, il sistema fraudolento sarebbe stato realizzato attraverso la creazione di numerose imprese fittizie, formalmente autonome ma in realtà riconducibili a un unico soggetto. Queste società avrebbero fornito manodopera in modo illecito a una società capofila, attiva nei settori della logistica e del trasporto su strada in Sicilia. Grazie a questa rete, le aziende coinvolte avrebbero accumulato debiti fiscali e previdenziali mai versati, consentendo alla capofila di beneficiare di un notevole risparmio sui costi del lavoro e di ottenere crediti IVA non spettanti.

Sequestri e accuse: i dettagli dell'indagine

L'operazione ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di 11 persone, tra cui il rappresentante legale della società capofila, ritenuto il principale artefice del sistema, e altri soggetti coinvolti nella gestione delle aziende fittizie. Le accuse contestate riguardano bancarotta fraudolenta, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione fiscale infedele. Nel triennio 2021-2023, il giro di fatture false avrebbe raggiunto i 25,6 milioni di euro, con un'evasione IVA di 4,6 milioni e debiti previdenziali ed erariali per 85 milioni di euro. Le perquisizioni effettuate presso le sedi delle società coinvolte hanno permesso di acquisire ulteriori elementi a sostegno dell’indagine.

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