di Simona Lo Certo

Picanello, storia e curiosità di uno dei quartieri più noti di Catania

Quanto conosci “Picanello”? Se sei un vero catanese saprai tutto quello che c’è da sapere; ma ne sei proprio sicuro? Leggi e lo scoprirai

Picanello, uno dei quartieri più famosi di Catania

Catania è ricca di quartieri, alcuni antichi e altri un po’ meno, ma tutti famosi e spesso dall’origine curiosa.

Uno di questi è Picanello, zona catanese posta nella zona nordorientale della città, che fa parte della II Circoscrizione e che ingloba in sé anche i quartieri di Barriera del Bosco, Canalicchio, Villaggio Cardinale Dusmet, Ognina, San Giovanni li Cuti e Guardia.

Ogni sua strada e stradina nasconde delle storie interessanti, i cui protagonisti sono gli abitanti fieri di vivere a Picanello e di appartenere ad una realtà che nel tempo si è estesa popolandosi a dismisura.

Nel tempo infatti il territorio di Picanello si è allargato a tal punto da comprendere anche alcuni dei salotti catanesi qual è il Corso Italia, il Viale Vittorio Veneto, Ognina e il Rotolo, che hanno mutato la sua “nomina”, innalzando il suo livello sociale.

Tutti catanesi sanno dove si trova il quartiere di Piacaneddu, ma forse pochi sanno qual è l’origine del suo nome e la sua storia. Scoprila continuando a leggere!

Picanello, storia e origine di un’ex zona di villeggiatura catanese

Sono molte le vie che conducono “a Picaneddu” e che collegano questo quartiere ad altre zone di Catania. Da sempre infatti, Picanello è considerato una via di passaggio per tutti coloro che dal mare volevano raggiungere il centro cittadino o che volevano spostarsi verso le zone più periferiche, che segnano il confine tra Catania e la provincia etnea.

Nato come contrada agricola e divenuto poco dopo la zona di villeggiatura delle famiglie agiate catanesi, nel XIX secolo il quartiere di Picanello fu segnato dalla crescita demografica che interessò Catania e che espanse i confini del territorio urbano.

L’origine rurale di Picanello resta nel suo nome, che deriva dai termini del catanese antico “Fico snello” e che fa riferimento all’albero che era presente in grandi quantità in questa zona prima di essere interessata al processo di urbanizzazione.

Quando negli anni ’30, l’amministrazione comunale regolarizzò il popolamento dei quartieri, il territorio Picanello venne lottizzato sulla base del tessuto viario preesistente, aprendo così la strada al boom edilizio degli anni cinquanta e sessanta e dando all’intera zona un’aspetto meno rurale e più urbano visibile ancora oggi.

Fu così che, piano piano, Picaneddu si arricchì di viuzze, di chiesette, di case e di piccole botteghe di artigiani che un tempo animavano la zona e che nel tempo, però, hanno chiuso le loro saracinesche. Sono molti i catanesi che vivono lì o che hanno vissuto a Picanello e che, con orgoglio, ricordano ancora le serate d’estate trascorse nei cortili o nelle “vanedde” del quartiere; che prima di andare a scuola erano soliti andare a comprare la rosetta con la mortadella pagandola solo 50 lire o che partecipavano alle processioni di San Giuseppe, della Madonna della Guardia o “da Maronna a Saluti” e aspettavano ansiosi il giorno di festa.

E tra i catanesi più giovani c’è chi ricorda ancora i pomeriggi al Campo scuola o in Piazza Europa o chi riporta la mente ai “pomeriggi giovani” organizzati al McIntosh, una tra le più famose discoteche catanesi dove si era soliti darsi appuntamento con il proprio motorino.

Picanello, storia e curiosità di uno dei quartieri più noti di Catania
Foto di TalkSpot

Insomma sono tante le storie e i ricordi che questa zona porta con sé e conserva come un bene prezioso da tutelare.

E tu che ricordi hai del Picanello di una volta? Condividili con chi come te è un vero catanese!

1 commento su “Picanello, storia e curiosità di uno dei quartieri più noti di Catania”

  1. Da più di 40 anni vivo a Picanello, nel senso che ci lavoro dalle 8 del mattino alle otto di sera. E’ un quartiere ordinato da un punto di vista urbanistico, strade squadrate, etc.., purtroppo però è un quartiere sfortunato. A causa di vecchi pregiudizi non è stato mai accudito come si deve. E’ un quartiere “Ghetto” poche strade di accesso, ancor meno quelle per uscirne. Tutte le strade che si
    sarebbero potute aprire sulla neonata circonvallazione (anni 60) sono sbarrate. Da via Porpora/Galatioto bisogna arrivare a via De Caro per entrare a Picanello, e certamente non ha giovato la folle decisione presa una decina di anni fa di far fare una gimkana alle auto per guadagnare la circonvallazione venendo da via Re Martino..Una sciocchezza che ho cercato invano
    di evitare, ma la verità è che a parte qualche anno di attenzione per opera di Marco Forzese, natio del posto, per il resto non gliene fregato niente a nessuno a cominciare dai vari organi di quartiere.
    Ne si sta meglio dal lato ovest, tutte le strade che potrebbero portare a viale Vitt.Veneto hanno il senso unico all’incontrario, devi arrivare giu a piazza Michelangelo per uscire dal ghetto.
    Peccato, ci sono le vestigia di una Catania inizi ‘900, belle case di villeggiatura, ville di una volta
    ed anche le costruzioni nuove non sono male. Chissà s equalcuno se ne occuperà.
    A risentirci.

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