Tangente assessore Messina, Meloni accusa politica e media: «Su questo episodio preferisce tacere»

Tangente assessore Messina

Il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni interviene riguardo alla tangente nella Regione Siciliana dell’assessore al Turismo Manlio Messina. Pur nella bufera, riguardo il presunto appoggio fascista al suo partito, Meloni ha il tempo d’accusare la politica italiana di sinistra e i Media.

La vicenda della tangente dell’assessore Messina è sintetizzata dal capo di Fdi Giorgia Meloni: «In Sicilia, in occasione di un evento musicale, hanno tentato di corrompere il nostro assessore al Turismo Manlio Messina con una tangente di 50.000 euro. I malavitosi non hanno fatto i conti con il nostro assessore e il suo staff, che hanno prontamente denunciato l’accaduto».

Se fin qui la comunicazione di Giorgia Meloni verte sulla diplomazia politica di un capo partito, ad un tratto diviene estremista, sembrerebbe quasi inteso a voler creare forzatamente un binomio opposto in cui o si è rossi o si è neri.

Forse ancora scossa dall’attuale scenario del suo partito Fratelli d’Italia, coperto ed ombreggiato dal fascismo in seguito all’inchiesta FanPage, Giorgia Meloni accusa senza mezzi termini i Media e la politica di sinistra, facendo inoltre intendere che una servi l’altra: «Il grande circo mediatico, tanto caro alla sinistra, su questo episodio però preferisce tacere. Probabilmente perché scomodo a una certa narrazione che mira solo a demonizzare il nostro partito. Fratelli d’Italia ha sempre fatto della legalità la sua bandiera: se ne facciano tutti una ragione».

Escludendo la politica e relativi “giochi” comunicativi, tesi a ledere l’una o l’altra parte, in realtà il plauso e la notizia sono stati comunicati dai maggiori organi di stampa siciliani, dunque le parole aspre ed ingiuriose di Giorgia Meloni non trovano fondamenta nella realtà sicula. Allargando il contesto all’intero territorio italiano qualcosa cambia ma bisognerebbe ricordare che, come tristemente spesso accade, le notizie del “Sud” Italia sono spesso messe in secondo piano a livello nazionale, tangenti incluse.

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