Catania, quarto Municipio invaso da tonnellate di rifiuti: la denuncia del consigliere Ragusa

Continua l’emergenza rifiuti nei quartieri periferici della città, situazione per altro aggravata dai pendolari, provenienti dai paesi etnei e comuni limitrofi, che lasciano la loro spazzatura nei cassonetti di “passaggio”. La denuncia parte dal consigliere del Movimento 5 Stelle della IV Municipali...

A cura di Manuela Scuderi
16 novembre 2020 15:09
Catania, quarto Municipio invaso da tonnellate di rifiuti: la denuncia del consigliere Ragusa
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Continua l’emergenza rifiuti nei quartieri periferici della città, situazione per altro aggravata dai pendolari, provenienti dai paesi etnei e comuni limitrofi, che lasciano la loro spazzatura nei cassonetti di “passaggio”.

La denuncia parte dal consigliere del Movimento 5 Stelle della IV Municipalità, Giuseppe Ragusa che spiega come “il quarto Municipio sia invaso da tonnellate di rifiuti dell’hinterland. Molti amministratori del Comune di Catania, presidenti di varie Municipalità e consiglieri di vari schieramenti politici, sono convinti che togliendo la batteria che è stracolma di rifiuti il problema diminuisca. Invece è il contrario, perché non essendoci il servizio di depositi di rifiuti differenziati e indifferenziati, che troviamo comunemente nelle città, si potenzia quello più vicino, ovvero aumenta il rifiuto depositato nell’altra batteria”.

Nello specifico a San Nullo, in via Sebastiano Catania ad altezza del Decò, su richiesta dei residenti e come ordine di servizio partito dal IV Municipio, è stata eliminata una batteria di cassonetti in quanto si trovavano in prossimità di un semaforo pedonale, accanto ad una fermata dell’autobus e all’uscita di un supermercato. Questo però, ha comportato un conseguente aumento di deposito rifiuti nella batteria situata qualche metro dopo.

Il problema di base è che ad oggi la gara settennale, ossia il servizio di spazzamento, raccolta e trasporto allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, differenziati e indifferenziati compresi, non è stata vinta, e di conseguenza non si ha ancora un piano di raccolta che preveda un servizio di ritiro a porta a porta per tutti quei quartieri che si trovano al di fuori dal centro, come San Nullo o San Giovanni Galermo.

Il punto fondamentale che io cerco di far capire ai miei colleghi – sottolinea Ragusa – è che non risolviamo il problema eliminando le batterie, anzi lo moltiplichiamo. Benissimo la rincorsa al cittadino che all’orario sbagliato lascia i rifiuti, ma non è sufficiente”.

E continua: “Possiamo aumentare la percentuale di differenziata solo con il porta a porta, perché se mettiamo ad esempio la batteria completa in via Ota, – sita a San Nullo – ma non c’è un controllo da parte della ditta e del Comune di questi cassonetti, va a finire che questi rimangono aperti, con la conseguenza che la differenziata purtroppo non si fa, così come si può constatare in diversi quartieri periferici. Il cittadino che vede il cassonetto della plastica aperto, ci butta di tutto, andando a contaminare anche quel rifiuto. Se il cittadino non lo controlli e non gli dai un servizio adeguato poi i risultati sono questi”.

Oltre a spingere sul porta a porta, ed abolire l’eliminazione di alcune batterie, il consigliere avanza anche una proposta, ossia quella di impiegare parte dei percettori del reddito di cittadinanza a verificare che il rilascio dei rifiuti venga eseguito a norma.

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