Etnaland sequestrato: chiusa la stagione, 200 lavoratori a rischio

Il parco acquatico è sotto sequestro preventivo; sindacati e Ars avviano un confronto per tutelare posti di lavoro e l'indotto.

A cura di Redazione
05 giugno 2026 05:46
Etnaland sequestrato: chiusa la stagione, 200 lavoratori a rischio -
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Etnaland è attualmente sottoposto a sequestro preventivo e chiuso al pubblico, una misura che ha bloccato l'apertura stagionale e lasciato a casa circa 200 lavoratori tra dipendenti a tempo indeterminato e stagionali. La sospensione dell'attività minaccia direttamente posti di lavoro e il rapporto economico con il territorio, alimentando preoccupazioni immediate sulle ricadute occupazionali.

Vertice istituzionale e richieste sindacali

Una delegazione della Cisal Catania ha incontrato il presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, per rappresentare le «forti preoccupazioni dei lavoratori e delle loro famiglie». Durante l'incontro Galvagno ha manifestato piena disponibilità all'ascolto e ha proposto l'avvio di un percorso istituzionale per approfondire la vicenda e individuare possibili soluzioni.

La proposta del presidente dell'Ars, già anticipata al presidente della V Commissione Lavoro, on. Fabrizio Ferrara, prevede l'audizione in commissione delle parti interessate. Il sindacato ha formalmente richiesto l'audizione per consentire che «possano essere ascoltati tutti i soggetti interessati e si possa avviare un confronto concreto sulle prospettive occupazionali e produttive».

Impatto occupazionale e contesto economico

La chiusura del parco coinvolge direttamente circa 200 lavoratori e un vasto indotto che interessa numerose attività locali: ristorazione, trasporti, forniture e servizi stagionali che traggono ricavi dall'attività estiva del parco. Il segretario provinciale della Cisal Catania, Giovanni Lo Schiavo, ha sottolineato come la vicenda possa produrre «effetti pesantissimi sul piano occupazionale e sociale» e ha indicato la tutela dei lavoratori e delle loro famiglie come priorità.

Il sequestro preventivo, misura disposta nell'ambito di accertamenti giudiziari, sospende l'attività ma non determina immediatamente l'esito delle indagini; tuttavia la tempistica giudiziaria rischia di prolungare l'incertezza e aggravare le perdite economiche per i lavoratori e le imprese collegate.

Prossimi passaggi e possibili scenari

Le istanze sindacali e la disponibilità espressa dall'Ars aprono la strada a un confronto istituzionale che passerà per la V Commissione Lavoro. Tra gli scenari possibili vi sono audizioni pubbliche, proposte di interventi regionali a sostegno temporaneo dei lavoratori e ipotesi di mediazione con i gestori della struttura; resta però incerta la tempistica per soluzioni operative, dato che l'evoluzione dipenderà anche dagli sviluppi del procedimento giudiziario.

I soggetti coinvolti — istituzioni regionali, sindacati, gestione del parco e rappresentanti dell'indotto — saranno chiamati a chiarire responsabilità, prospettive occupazionali e misure di sostegno nell'immediato. Nel frattempo, la stagione turistica subisce una battuta d'arresto che rischia di riverberarsi sul tessuto economico della Sicilia orientale.

Continueremo a seguire l'evoluzione della vicenda e a riportare gli sviluppi delle audizioni e degli eventuali provvedimenti istituzionali volti a tutelare i livelli occupazionali e l'economia locale.

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