Catania, il 'Passiatore' diventa 'passiaciclatore': polemiche su accessibilità e sicurezza
Il profilo Lungomare Liberato pubblica foto delle nuove corsie ciclopedonali al Passiatore: dubbi su scivolo, marciapiedi e conflitti con auto e venditori.
Il profilo social Lungomare Liberato ha pubblicato fotografie e osservazioni sulle recenti modifiche alla pista ciclabile sul 'Passiatore' nella zona Archi della Marina di Catania, denunciando criticità di accessibilità e sicurezza. Il post riassume il passaggio da "passiatore" a 'passiaciclatore' dopo la realizzazione delle corsie ciclopedonali'.
Secondo il materiale diffuso, le immagini mostrano il nuovo aspetto del passiatore a seguito dell'installazione delle corsie, realizzate apparentemente con l'obiettivo di non togliere spazio alle automobili e ai venditori abusivi attivi in via VI Aprile. Dal progetto iniziale risulterebbe previsto anche uno scivolo all'inizio del passiatore, laddove sono presenti le scale, ma la segnaletica recente non chiarisce se quella parte dell'intervento verrà effettivamente completata.
Dettagli e criticità
Il post sottolinea come lo scivolo sia ritenuto indispensabile per salire al termine di via Dusmet, soprattutto per la totale mancanza di un marciapiede percorribile in quel tratto. Al momento, il percorso ciclabile devia su una scalinata trasformata in una scivola ampliata che conduce direttamente alle strisce pedonali, permettendo il collegamento con Piazza Martiri delle Libertà, ma sollevando dubbi sulla sicurezza della soluzione provvisoria.
L'inizio delle corsie, collocato accanto alla stazione, è stato realizzato in modo che non venga sottratto spazio alle auto: secondo il post, a pagarne le conseguenze sarebbero i pedoni, costretti a percorsi più angusti, mentre i ciclisti si vedono obbligati a uno slalom tra ostacoli e convivono con attraversamenti poco chiari.
Il contributo sociale mette inoltre in evidenza il conflitto tra interventi di mobilità sostenibile e la gestione dello spazio pubblico: la presenza di venditori su via VI Aprile viene indicata come motivo per non ampliare le carreggiate, ma la scelta progettuale solleva interrogativi sulla tutela della sicurezza e dell'accessibilità per utenti deboli, persone con disabilità e famiglie con passeggini.
Al momento non risultano comunicazioni ufficiali che confermino tempi o varianti al progetto originario: il post esprime dubbi sull'attuazione completa dell'opera e sulla sua coerenza con le norme di sicurezza stradale e accessibilità. Si attendono chiarimenti da parte dell'amministrazione comunale e degli uffici competenti in materia di urbanistica e mobilità.
La situazione resta oggetto di attenzione locale: le immagini diffuse hanno già acceso il dibattito sui canali social e mettono in risalto la necessità di monitorare l'impatto degli interventi sul flusso pedonale, sulla circolazione ciclabile e sulla fruibilità dell'area per i residenti e i pendolari.
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